by Max (del 05/03/2008 @ 23:49:04 in Pensieri, linkato 312 volte)
Oggi è stata una di quelle giornate che avrei voluto dimenticare, iniziata male con code in autostrada, attese snervanti, problemi di lavoro e chi più ne ha più ne metta. Una di quelle giornate in cui avevo solo voglia di tornare a casa e sigillarmi all'interno perchè ero di cattivo umore, perchè il clima - dopo l'illusione di domenica scorsa - è ritornato ad essere invernale. Ma ero lì, in bilico, guardavo fuori dalla finestra. E' il richiamo della strada. Una voce ti invita a rimanere, un'altra, sempre più forte, ti ripete di uscire. Alla fine prevale la seconda. Sono uscito tardi stasera, più tardi del solito, erano quasi le 19.00 e, in questa stagione e con questo clima, è praticamente notte. Mi sono incamminato lungo il mio solito percorso, quello che da Carpi porta alla periferica Santa Croce ed al mio percorso in campagna. Da un po' di tempo volevo provare a correre su questo percorso di notte (dotato ovviamente di catarifrangenti e faretto da speleologo per evitare di essere travolto dalle (se pur) poche auto che passano su quelle strade). E' strano correre nel buio, quasi magico. In alcuni tratti ho spento il faretto, nelle orecchie The Flying Burrito Brothers e Ry Cooder, una colonna sonora perfetta per questa serata. La luna non si vedeva, ma la sua luce filtrava attraverso le nuvole, ormai non più così dense, e si diffondeva sui campi rendendo visibile la linea bianca che delimita i margini della strada. Ho seguito il percorso da 18km immergendomi in questa atmosfera surreale. correre al buio è veramente affascinante, sei solo con te stesso, con la parte migliore di te, quella più energica, quella che ha vinto gli stress della giornata appena trascorsa, quella parte che ti fa sentire bene. Il momento più malinconico è stato il rivedere le luci della città - che per più di metà percorso è rimasta alle mie spalle - perchè ci sono momenti in cui non vorresti smettere di correre. Non è questione di tabelle, allenamenti, obbiettivi, tempi, ecc., quello che conta è solo correre. E' solo il tuo piccolo viaggio, il tuo momento sabbatico, la Tua corsa.
Amo correre. E' una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze, sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni.
by Max (del 18/12/2008 @ 23:46:20 in Pensieri, linkato 180 volte)
La notte ha sempre il suo fascino, mi piace camminare o correre quando c'è buio perchè aiuta a pensare. Il silenzio avvolge ogni cosa, la frenesia del giorno scompare, niente è più così evidente perchè la visibilità è scarsa e lascia spazio all'immaginazione, alla fantasia. Si può viaggiare con la propria immaginazione e volare lontano, oppure semplicemente elevarsi per poter osservare le cose da un'altra prospettiva, forse più distaccata e magari anche più chiara. Bisogna fermarsi a pensare ogni tanto, guardarsi intorno e capire dove si vuole andare....malinconia della notte ! In questi momenti mi capita spesso di rileggere la mia fedele Moleskine, e, sarà un caso, ma riesco sempre a trovare le parole che cerco. Voglio condividere con i naviganti questo reperto scritto il 26 agosto 2005 durante le vacanze in Sicilia:
Vorrei perdermi nel mare seguire il ritmo delle onde e lasciarmi cullare. Vorrei perdermi nel mare sentire il soffio del vento e lasciarmi trasportare. Vorrei perdermi nel mare guardare l'orizzonte e scegliere dove andare. Vorrei perdermi nel mare per trovare la terra dove voglio approdare.
by Max (del 25/06/2009 @ 21:36:43 in Yoga, linkato 139 volte)
Bakasana... Cerco l'equilibrio sulle mani, dentro me stesso, respiro lento. Chaturanga... Espiro e volo estendendo il mio corpo, mi appoggio leggero. Urdhva... Chiudo gli occhi ed inspiro, sento l'aria che scorre. Adho Mukha... Mi rilasso e riprendo il controllo, pronto a ripartire... Questa non è la cronaca di un viaggio in una meta esotica, in un luogo lontano dai mille colori, questo è il semplice racconto di due giorni trascorsi in compagnia di alcuni amici con la passione per lo yoga. Mi sono avvicinato a questa disciplina da pochi mesi, forse per gioco, forse inizialmente con altre finalità, ma ho poi scoperto come sia possibile viaggiare dentro me stesso riponendo l'attenzione sul respiro, sul battito del cuore. Concentrandomi, asana dopo asana, sento scorrere dentro di me un'energia potentissima, la fatica si fa sentire ma poi scompare e i minuti passano leggeri conducendomi alla completa armonia con il Tutto. Ora sono acqua, e vorrei travolgere il mondo con l'energia di un fiume in piena, ora sono una montagna, forte e irremovibile, ora sono come l'aria, leggero e vitale, ora sono come il fuoco, ardente e rilassante. Sento il corpo che diventa più forte, più flessibile, riesco a sentire la voce del mio spirito e a vincere ogni tensione, tristezza o rancore, è come ascoltare armoniose note di un pianoforte che si inseguono sulle onde di una magica melodia. Questo è il mio yoga, questo è il risultato di due giorni trascorsi a Senigallia all'Hotel Finis Africae, questo è quello che è riuscita a insegnarmi Annalisa, la nostra insegnante, che con grande modestia e semplicità riesce ogni volta a trasmettere il vero significato di questa disciplina. Non una competizione ginnica basata sulla perfetta esecuzione delle asana, bensì un viaggio interiore, un viaggio alla scoperta di sè stessi, del proprio punto di equilibrio e della propria essenza.
...quando esci a correre sfidando il freddo invernale, quando hai pianificato il tuo giro di 20 km e sei costretto a chiudere a 18,5 perchè la frizzante brezza siberiana, che ti sei trovato contro a partire dal 15° km, ha accarezzato dolcemente il tuo intestino provocando quella che è notoriamente conosciuta come...
P.S.: il lato positivo? Ho corso gli ultimi 2 km a 3'55"/km...
by Max (del 27/03/2008 @ 20:38:09 in Letture, linkato 242 volte)
[...]correre la maratona è come vivere un'intera vita in due tre ore, non so se mi spiego. E' un concentrato di gioie e dolori. Ci vuole forza di volontà per superare i momenti di sconforto, ci vuole resistenza al dolore per andare avanti anche quando i piedi si coprono di piaghe, i polmoni sembrano scoppiare e la vista si appanna. Non vuoi fermarti, perchè devi vivere, devi comunque arrivare, devi essere dentro tutto intero alla bellissima fatica.[...]
Riporto queste parole, attribuite a Dorando Pietri, dal libro Il sogno del maratoneta di Giuseppe Pederiali e che ho praticamente divorato durante il volo Milano-Parigi e ritorno che mi sono fatto tra martedì e ieri. Vivamente consigliato ai malati per la corsa e non.
by Max (del 17/07/2008 @ 20:32:01 in Pensieri, linkato 1468 volte)
...alla fine di un periodo molto faticoso, con un lungo viaggio di lavoro appena concluso, arrivaste a casa, desiderosi di rivedere chi amate. Desiderodi di riprendere la vostra vita di tutti i giorni. Desiderosi di voler tornare a correre per quelle strade di campagna tanto note, che hanno accompagnato i vostri allenamenti. Voi cosa fareste se, alzandovi il lunedì mattina, dopo tutto quello che avete pensato e desiderato nel vostro viaggio di ritorno a casa, improvvisamente e senza alcun apparente motivo la vostra vita decidesse di fare una brusca svolta in una direzione imprevista e, durante una banalissama colazione, il vostro occhio sinistro decidesse di spegnersi per qualche minuto, per poi riprendere a funzionare solo a metà? Cosa fareste se, recandovi dal medico, vi dicesse di andare con un urgenza in ospedale e scopriste che qule difetto ve lo dovrete tenere per sempre, che il tutto è stato provocato da un embolo generato da un'ostruzione dell'arteria carotidea? Cosa fareste se scopriste che in questi casi vale la regola del flipper e che quell'embolo anzichè andare all'occhio avrebbe potuto fare danni ben peggiori, se non addirittura fatali? Io, durante la prima notte (insonne) in ospedale mi sono concesso 10 minuti in cui mi sono trovato di fronte ad un bivio: considerarmi una vittima per il resto dei miei giorni oppure fare un punto zero e guardare avanti. Oggi sono immensamente felice per come sono andate le cose e di fronte a quel bivio, dopo le lacrime, ho cominciato a ridere. In fondo dovrò sopportare una piccola ombra nella parte superiore dell'occhio sinistro e forse vedrò il mondo con occhi diversi, ma il cuore rimane sempre lo stesso. Sono tornato a casa oggi, dopo 18 giorni di ospedale, dopo una serie di interminabili esami che, fortunatamente, hanno escluso le patologie più gravi che avrebbero potuto essere causa di ciò che mi è accaduto (anche se tuttora nessuno è riuscito a spiegarmi perchè la mia arteria si sia chiusa). Sono tornato a casa felice, perchè non potevo più sopportare quei corridoi, quelle pareti, quella sofferenza e quella solitudine che sono così palpabili in ospedale. Voglio salutare tutti coloro che ho conosciuto e con cui ho condiviso questo soggiorno forzato, persone con mali molto più gravi del mio, da cui ho potuto imparare che nella vita c'è sempre di peggio, e non bisogna mai perdere la speranza e smettere di lottare. Per quest'anno devo dire addio alle maratone, tra due mesi potrò ricominciare a correre (con molta calma). Sarà come ripartire da zero, ci saranno nuove sfide e, dato che ciò che non ti uccide ti rende più forte, sono sicuro che i risultati saranno grandiosi !
JUST NEVER GIVE UP
P.S.: Un saluto a Margherita, Franxesco, Rachela, Annamaria, Giovanni, Saro, Luciano ed un grosso in bocca al lupo per tutto !
P.P.S.: Last but not least....vorrei ringraziare oltre alla mogliettina, ai genitori & C anche gli amici che mi hanno sostenuto in questo periodo ed in particolare Cristiano, Riccardo e Fabio...
Nonostante la settimana in Francia, dovuta a motivi di lavoro, sono riuscito a fare le mie corsette del martedì e giovedì. Sveglia alle 5.30 per andare a correre lungo le "bionde" rive del fiume Oise. Devo dire che il percorso è carino (a parte l'odore nauseante del deposito di mangime a meta percorso) e, nonostante le poche ore di sonno alle spalle i risultati sono stati soddisfacenti (..almeno per me).
by Max (del 07/05/2008 @ 20:16:13 in Pensieri, linkato 316 volte)
Ci sono sensazioni che le parole non sono in grado di descrivere...chiudete gli occhi, immaginate solo di correre su una strada di campagna, con il sole che tramonta alla vostra sinistra, ascoltate questo brano e....
by Max (del 09/04/2009 @ 20:15:26 in Racconti, linkato 307 volte)
In questo periodo mi dedico spesso alla scrittura, mi permette di evadere un pò dalla monotonia. Vorrei proporvi di seguito il mio primo racconto, intitolato Il sassofonista, spero vi piaccia, attendo i vostri feedback.
PS: per creare un pò di atmosfera vi lascio in compagnia delle note di Stan Getz...
Il sassofonista
Le note del sax tenore risuonavano nell’aria di Central Park. Potevano essere le note di mille canzoni diverse, erano malinconiche, piene. L’uomo era a ridosso del sottopasso, uno dei tanti. Il tunnel, che fungeva da amplificatore, faceva acquistare alle note ulteriore pienezza ed il loro calore riempiva l’atmosfera di un giorno qualunque nel parco. Era una giornata di fine agosto. Era un martedì. Il vento della sera precedente aveva pulito il cielo che era di un azzurro intenso. L’aria era calda ma gradevole. L’uomo era assorto nella sua musica, gli occhi chiusi, l’anima buttata sul pezzo. Erano le note di una canzone, ma potevano essere quelle di mille canzoni diverse. Le mani dell’uomo si muovevano sicure sulle chiavi del sax tenore, l’ottone opaco ne indicava l’età, le emozioni, la storia. La gente passava leggera, sentiva le note senza ascoltarle. La custodia del sax era aperta, pochi dollari all’interno. L’uomo non aveva un grande aspetto, ma suonava con un’eleganza impeccabile, gli occhi sempre chiusi e la malinconia dell’anima soffiata fuori attraverso l’ancia e modulata dalle mani dai movimenti sicuri. La musica andava avanti all’infinito, carica di passione. Non si riusciva a distinguere la fine di un brano dall’inizio del successivo. Era come una magia, era ipnotica, poche persone potevano capirla appieno. Mi trovavo poco distante da quel tunnel, seduto nel prato come tanti altri, pronto ad assaporare il mio pasto acquistato in un fast food sulla 7th. Non volevo spendere molto tempo per il pranzo, avevo mille cose da fare, dovevo correre, dovevo andare, dovevo vivere la città. Fui però travolto dalla musica e rimasi lì ad ascoltarlo, senza rendermi conto dello scorrere del tempo, immerso nella pienezza di quelle note. Poteva essere trascorso un minuto o un giorno intero quando la musica terminò ed io aprii gli occhi e vidi l’uomo raccogliere i pochi dollari caduti nella custodia, riporre il sax all’interno, calzarsi il berretto dei New York Yankees di un blu sbiadito sulla testa e guardare il cielo. Fissò l’azzurro per qualche minuto, con gli occhi socchiusi per la forte luce, quasi a pensare alla direzione da prendere, poi infilò il tunnel e si diresse verso il Belvedere. Camminava lento, la custodia in mano ed un piccolo zaino sulle spalle. Sul viso aveva i segni degli anni, di una vita vissuta intensamente, la barba bianca non curata ed i capelli crespi dello stesso colore sotto il cappello. Ogni tanto si fermava, guardava la città che si ergeva di là dal parco, guardava il cielo, guardava la gente che correva, passeggiava, chiaccherava. Nessuno sembrava notarlo. Era una goccia nel mare, anche se di un colore diverso – forse per il suo aspetto – e non si riusciva a distinguere dalla massa. Solo io lo vedevo. Si sedette su una panchina vicino al laghetto dove barche a remi cariche di ragazzi o turisti si muovevano lente sul pelo dell’acqua. Era solo su quella panchina, sedutosi al centro si levò il cappello, allargò le braccia e volse il volto al sole, assaporandone il calore. Gli occhi chiusi, la testa che si muoveva leggermente quasi stesse seguendo delle note, ed un sorriso leggero. Rimase così qualche minuto, poi si ricompose, prese il suo zaino e tirò fuori un sacchetto di carta contenente del cibo e qualcosa da bere. Cominciò a mangiare lento, osservando il mondo intorno a sé, osservando gli sguardi dei turisti che gli passavano a fianco, pieni di compassione – o sdegno – per la sua figura non propriamente elegante, ma non gliene importava. Sapeva bene che l’eleganza non è una cosa che si vede, l’eleganza è nell’anima, ed allora chiuse gli occhi e mentre mangiava ondeggiava la testa, come se sentisse ancora quelle note, quella musica, ed ecco ricomparire il sorriso leggero. Rimase a lungo su quella panchina, assorto nei suoi pensieri, io che lo osservavo da lontano, sperando di sentire ancora quelle note, che sembravano risuonare solo nella sua testa. Alla fine si alzò e riprese a camminare verso il suo sottopasso. Quando vi giunse erano circa le tre del pomeriggio. Posò lentamente la custodia per terra, la aprì, osservò il sassofono con un’aria di venerazione. Poi lo prese e poco dopo chiuse gli occhi e nell’aria cominciarono a diffondersi quelle note malinconiche, le note magiche di mille canzoni. Rimasi ancora ad ascoltarlo, quasi rapito, tanto da non rendermi conto – nuovamente -dello scorrere del tempo. Quando la musica terminò, il cielo si stava tingendo di rosso ad ovest, dietro le cime degli alberi, dietro le cime dei grattacieli, verso quell’orizzonte che non riuscivamo a vedere perché quello era il nostro mondo, lì era la nostra vita. L’uomo si rimise in cammino per i vialetti del parco, forse verso la sua dimora, situata non so dove fra le strade di questa città. Io presi la direzione del mio hotel, dimora temporanea del mio viaggio. In comune era il nostro cammino verso un luogo dove potersi abbandonare alla malinconia della propria anima, dove poter lasciare libere le lacrime della propria solitudine.
by Max (del 11/04/2008 @ 20:13:47 in Running, linkato 257 volte)
Quando esci a correre con il tempo ambiguo, di sicuro a metà percorso ti ritroverai in mezzo ad un temporale e con il vento contro.
Unica nota positiva....ho visto ben 2 arcobaleni.
Speriamo che il tempo migliori domenica, vorrei fare un ultimo lungo (25-30km) prima di una settimana di scarico (vista anche la trasferta di lavoro all'estero che mi attende). Che tipo di lavoro mi consigliereste la prossima settimana? Io pensavo di fare un paio di sessioni di ripetute di max 45-50 min. più una corsa lenta di 10-15km.
by Max (del 17/02/2009 @ 20:00:25 in Running, linkato 222 volte)
Questa sera, tornato a casa dal lavoro, mi sentivo particolarmente stanco e stressato. Mi sono imposto di andare a correre ed è stata una scelta decisamente azzeccata.
Impiego circa 15 minuti per lasciarmi alle spalle la città e ritrovarmi sulla mia fedelissima strada di campagna. Lo spettacolo che mi si è parato davanti è stato favoloso. Il Piccolo e Grande Carro che si accendevano nel cielo e sullo sfondo un orizzonte che sfumava dal rosso intenso al blu della notte. E' incredibile come basti poco per farci sentire meglio. Una volta scrissi che le cose più importanti della vita si possono contare sulle dita di una mano, forse mi sbagliavo, in realtà credo che siano solo due: lasciare il proprio cuore libero di espandersi all'infinito e saper sorridere ogni giorno.
by Max (del 11/12/2008 @ 19:54:52 in Running, linkato 310 volte)
- "Cos'è la forza?" - "Forse quella di Luke Skywalker...." Così rispose un mio compagno di liceo durante un'interrogazione di fisica (voto 2), ma quello che vorrei esprimere io è un concetto più profondo. Quando ci si sente veramente forti? Cosa ci serve per sentirsi forti? Questa sera ho corso 18km in 1h40m circa sotto la pioggia. E' stata una corsa libera, ho guardato il Garmin solo due volte e mi sono lasciato guidare dalle sensazioni, ho continuato a correre fino a quando ne ho avuto voglia, senza un obbiettivo, senza una meta precisa. Ho corso per tutto quel tempo isolato nella mia caverna magica, ovvero senza sentire i rumori della città, senza sentire l'acqua che mi bagnava, senza sentire il freddo, immerso nei miei pensieri e guidato dal mio istinto. Mi sono sentito forte, perchè tutto ciò che accadeva intorno non era fonte di stress, al contrario, mi faceva sentire vivo, capace di reagire. E' sempre la solita analogia con la vita, si può scegliere di subire le avversità (e quindi rimanere a casa al caldo), oppure sfidarle e vincerle. Le vere motivazioni vanno cercate dentro di noi!
by Max (del 15/09/2008 @ 19:35:17 in Running, linkato 245 volte)
Sarà stata la temperatura più bassa, fatto sta che oggi mi sono ritrovato a correre i soliti 11km a 5'14"/km con una pulsazione cardiaca media intorno ai 150 bpm. Nel momento in cui toccavo la velocità massima (circa 4'50"/km) è partito l'intro di chitarra di Money for Nothing dei Dire Straits e il sole tramontava alla mia sinistra dietro delle nuvole scure.
Certe sensazioni sono impagabili (per il resto c'è MasterCard...direbbe uno spot...).
by Max (del 06/10/2008 @ 19:25:48 in Running, linkato 326 volte)
Qualche mese fa, durante i controlli giornalieri in ospedale, i medici mi ripetevano in continuazione che, quando sarei uscito e dopo un periodo di convalescenza, avrei potuto riprendere con l'attività sportiva, ma sicuramente non sarei stato in grado, per qualche mese, di correre più di 5 km, sarei arrivato massimo a 10. Devo dire che è stato effettivamente faticoso riprendere e avere il sangue più fluido ,a causa della terapia che sto seguendo, significa un maggiore impegno cardiaco (leggi pulsazioni medie più elevate a parità di sforzo). Devo constatare però che il nostro fisico è comunque una macchina pressochè perfetta, in grado di adattarsi a qualsiasi situazione (come ho letto in 50/50 di Dean Karnazes), dato che questa sera, dopo sole sei settimane di allenamenti, il risultato è stato eccezionale (per me): 18,1 km in 1h37m42s, con pulsazioni medie pari a 153 bpm.
Potere della forza di volontà !
JUST NEVER GIVE UP !
by Max (del 09/01/2009 @ 19:14:17 in Pensieri, linkato 197 volte)
correre sotto il cielo rischiarato dalla luna correre in compagnia della propria solitudine correre così forte per lasciarsi alle spalle le nuvole correre per liberare l'anima e sentirsi vivi
by Max (del 13/03/2009 @ 18:10:39 in Running, linkato 253 volte)
...e così sono ritornato alla mountain bike, oggi uscita di 61 km di cui quasi 40 su sterrato. Devo dire che sono ancora abbastanza in forma, a parte un cedimento fisico intorno al 50° (forse come seconda uscita ho esagerato un pò).
La prossima settimana faccio un test con la corsa, speriamo che il ginocchio sia ok.
P.S.: Forse da ora in avanti mettere un'uscita in bici alla settimana potrebbe far bene...
by Max (del 07/04/2009 @ 18:10:08 in Pensieri, linkato 162 volte)
Forse mi ripeterò con queste riflessioni, ma ci sono alcune giornate particolarmente malinconiche in cui riesci a guardarti dentro e a capire cosa per te conta veramente. Giornate in cui con la mente riesci a volare. Giornate in cui riesci a guardare il cielo sentendoti parte di esso. Allora vorresti idealmente mettere il tuo cuore su un piatto ed offrirlo alla persona che hai più cara, affinchè possa vedere cosa contiene, affinchè possa vedere quanto è gonfio di amore nel senso più ampio del termine. Già, perchè molto spesso nella vita ci dimentichiamo di farlo, lasciamo che molte cose scorrano via, le diamo per scontate, quando in realtà dovrebbero essere tenute ben vive, oppure lasciamo che vengano offuscate dalle banalità, da falsi problemi, ci chiudiamo in orgogliosi silenzi e stupidi rancori. La cosa peggiore che si possa fare nella vita è lasciare che il cuore si avvizisca, il nostro e quello delle persone che ci circondano. Se così accadesse, allora sarebbe troppo tardi per correre ai ripari e l'unica cosa che potremmo fare, sarebbe di darci degli stupidi per il resto della vita.... Come ho già detto, a volte basta una piccolezza, come aprire la porta di casa e trovare un sorriso, per sentirsi bene.
by Max (del 21/03/2008 @ 17:44:09 in Running, linkato 316 volte)
Il lato positivo della mia trasferta negli USA è stato l'allenamento a Central Park alle 7AM, incredibile vedere quanta gente c'era a correre a quell'ora lungo il Reservoir. Peccato non essere riuscito a fare lo stesso a Racine (100km a nord di Chicago), mi sarebbe piaciuto marcare sul mio Garmin il percorso lungo il lago Michigan, ma le temperature troppo basse al mattino non me lo hanno permesso (-4/-6°C !!!), valgono lo stesso 35km fatti sul tapis roulant in 4 giorni?.
by Max (del 15/06/2008 @ 17:31:01 in Running, linkato 1418 volte)
...direi che la 50 km lungo l'Adda, anche se in reltà erano poi i chilometri effettivi erano 48, è andata mooolto bene. 4h38m06s il tempo di percorrenza (60° classificato su 67...guardando il bicchiere mezzo pieno potrei dire che sono arrivato 8° contando dall'ultima posizione ), ed ho anche migliorato il mio PB sulla maratona, portandolo a 4h01m (quindi qualche speranza di portare il tempo sotto le 4 ore alla maratona di Carpi dovrei averla). Il percorso è davvero molto suggestivo, si parte dal porticciolo di Lecco per poi scendere lungo la riva destra dell'Adda dopo aver costeggiato il lago di Garlate. Fantastico il silenzio che si può assaporare in alcuni tratti, grazie anche al fatto che mi sono ritrovato a correre in solitaria per la maggior parte del percorso. Un silenzio rotto solo dallo starnazzare delle anatre, delle gallinelle d'acqua e dal fragore delle cascate artificiali che si incontrano fiancheggiando il sistema di dighe e conche realizzato da Leonardo da Vinci. Anche se il cielo era plumbeo i colori e le nubi che si riflettevano sullo specchio d'acqua creavano immagini suggestive ed è stato un peccato non avere una macchina fotografica, anche se forse quella serie di immagini è più giusto che rimangano nella memoria, assieme alle sensazioni di quegli attimi ed al sapore della fatica. Il ginocchio mi dava parecchio fastidio all'inizio, poi, al 5° km ci siamo chiariti e. dopo aver stabilito che era un problema suo, ho aumentato l'andatura cercando di mantenere il ritmo abbastanza costante (ho mollato un po' dopo aver superato il 42*....mi potevo già ritenere soddisfatto e comunque sapevo che avrei finito entro il tempo limite di 5 ore). In generale è stata un'esperienza positiva. A parte il risultato cronometrico, ho retto bene anche lo stress della pioggerellina (iniziata al km 29) che si è trasformata in un vero e proprio diluvio tra il km 35 ed il km 42. ...ed anche la seconda ultra è andata....adesso tocca al Ventasso !
by Max (del 17/02/2010 @ 17:24:48 in Pensieri, linkato 284 volte)
Mi piace soffermarmi a guardare il paesaggio, mi sono reso conto che ora riesco anche a vederlo, e che ogni giorno ha sempre il suo fascino. Una volta ero meteopatico e mi lasciavo trascinare nel baratro quando la mattina scoprivo il cielo grigio, la nebbia o la pioggia. Sapete quella pioggia antipatica, sottile, quella che dura per giorni? Beh, quella poi era quella che odiavo di più. Poi ci sono eventi nella vita che ti fanno cambiare punto di vista, capisci che in fondo il cielo grigio è solo fuori e l'azzurro può esistere sempre dentro di te, e che la pioggia è un evento naturale e che può essere bello lasciarsi accarezzare dalle gocce d'acqua. Avete mai provato ad andare a correre sotto la pioggia? E' un'esperienza fantastica! E la nebbia poi? Non riesce a rendere il paesaggio quasi magico? Qualcuno potrebbe obiettare che ci sono eventi fastidiosi nell'arco di un giorno, perchè il grigiore rende più pesante il lavoro, perchè la nebbia rende antipatica la circolazione in auto, perchè la pioggia è un fastidio se si hanno delle commissioni da fare, ecc. ecc. ecc. Ma non è forse vero che ci siamo abituati ad andare troppo di corsa e a pretendere che sia il mondo a doversi piegare alle nostre esigenze? E se semplicemente accettassimo il giorno così come viene, cercando di cogliere il bello in ogni cosa, non si vivrebbe forse meglio?
by Max (del 24/05/2009 @ 17:02:33 in Running, linkato 451 volte)
Dopo lunga assenza riprendo con i post relativi al running. Già, perchè sono rimasto fermo un po' troppo tempo, sia per un problema alla bandelletta ileo-tibiale che si è protratto da febbraio fino a metà aprile, sia, in parallelo, al cambio dei farmaci che devo assumere per il mioproblemino dello scorso anno, che hanno portato ad un cambiamento della densità del sangue e, di conseguenza, ad un aumento delle pulsazioni cardiache a parità di sforzo. Nel frattempo però mi sono dato allo yoga con notevoli risultati sul piano dei dolori da corsa ed è un'attività che affiancherò costantemente al running, sia per lo stretching, sia per le tecniche di respirazione e rilassamento. Ecco il resoconto della settimana appena trascorsa:
martedì: 4 km a 5'29" di media + 1 ora di yoga + 4 km a 5'50" di media mercoledì: 4 km a 5'27" di media + 1 ora di yoga + 4 km a 5'58" di media giovedì: 12 km a 5'42" di media venerdì: 1h10m yoga domenica: 12 km a 5'59" di media
by Max (del 24/05/2008 @ 15:47:20 in Running, linkato 300 volte)
Gonewalkabout, Wikipedia definisce così questa espressione:
Il termine inglese walkabout ("cammina in giro") si riferisce al lungo viaggio rituale che gli aborigeni australiani saltuariamente intraprendono attraversando a piedi le distese del bush australiano. Il termine fu coniato dai proprietari terrieri bianchi australiani per riferirsi agli schiavi (o ai lavoratori) aborigeni che sparivano dalle loro proprietà, spesso per settimane, e dei quali si diceva gone walkabout ("andato in walkabout"). Nella cultura aborigena, le lunghe camminate nel deserto degli individui che intraprendono il walkabout svolgono un ruolo essenziale per consentire contatti e scambi di risorse (sia materiali che spirituali, come i tradizionali canti) fra popolazioni separate da enormi distanze.
Quello che ho fatto questa mattina è stato proprio questo, o meglio alla sua variante che nel post precedente ho chiamato Runabout, rifacendomi alla definizione data da Dean Karnazes. Ho preparato il camel-bag, la borraccetta con l'integratore, 1 banana, 1 barretta energetica, l'iPod, il k-way (non si sa mai), una maglia di ricambio e mi sono fatto accompagnare dalla fida mogliettina (...sempre più perplessa...) a Modena. Da qui sono partito, senza un obbiettivo chilometrico preciso, con la sola intenzione di percorrere uno di quei tratti di ferrovia abbandonata di cui avevo letto, e di lasciarmi guidare dalla strada. Raggiunta la periferia di Modena trovo l'indicazione Mirandola - Pista ciclabile. La linea ferroviaria collegava Modena a Mirandola, ma solo la tratta fino a Bastiglia è stata recuperata. Qui, dove la ciclabile termina c'è ancora la stazione in stato di completo abbandono, a differenza di due costruzioni ad essa adiacenti che, per stile architettonico, suppongo appartenessero allo stesso complesso. E' stato divertente passarci a fianco, meno divertente è stato perdermi poco dopo in quanto, proseguendo, mi sono trovato su un argine. Pensavo fosse quello del fiume Secchia, in realtà ho corso per 1 km nella direzione sbagliata, poi ho chiesto ad una coppia in mountain bike che mi ha indicato la direzione giusta per Mirandola: "Devi andare sulla statale e seguire per Verona". Inversione di marcia e via verso la SS12. Fortunatamente c'è una stradina che vi corre parallela, così ho evitato le auto e sono riescito ad arrivare a Sorbara (rinunciando a rifocillarmi con il Lambrusco locale...) e da qui mi sono diretto verso l'argine del Secchia. Ho corso su strada sterrata per 7 km circa, allenando così le caviglie alla corsa fuoristrada (speriamo sia utile per la Maratona del Ventasso). Faceva molto caldo, più di quello che avevo immaginato, per fortuna a Sorbara ho trovato una fontana dove bagnarmi la testa, ma adesso sogno uno spugnaggio. Questo tratto di strada è praticamente deserto, c'eravamo solo io, gli uccelli che cinguettavano, il vento che muoveva le fronde dei pioppi alla mia sinistra, qualche rumore lontano proveniente dalle cascine sparse nella campagna. La fatica comincia a farsi sentire prima del previsto, intorno al 25° km, così, raggiunto il ponte di San Martino della Secchia, l'ho attraversato e mi sono diretto verso Carpi. Ad essere onesti non sapevo di preciso dove mi trovassi, ma è proprio questo il bello dell'avventura. Da questo punto in poi cominciò a diventare sempre più faticoso, ho finito l'integratore, mangiato la banana e sono ripartito alternando la corsa alla marcia. Mi sono goduto il paesaggio. Ormai non ero più solo (per fortuna o purtroppo?), c'erano macchine che mi passavano accanto, ho attraversato piccole frazioni sperdute nella campagna. Al 30° opto per il cambio maglia trovando un po' di sollievo. Ho raggiunto l'incrocio con una strada dove ho trovato l'indicazione: Carpi 9 km. I luoghi tornavano ad essere più familiari. Mi sembrava di conoscere la strada, ed infatti dopo circa 3 km sono passato accanto al Ristorante Cacciatori (se venite da queste parti ve lo consiglio vivamente!). Ormai ero quasi arrivato ! Avevo quasi perso il conto dei chilometri, mi ero estraniato. Ecco la periferia di Carpi, mi sono avviato lungo il percorso invernale, ovvero il tragitto che ho percorso centinaia di volte durante la stagione buia, e da qui verso casa. 38, 39 40 ed eccomi arrivato. Il Garmin segnava 41 km in 4h20m. Great Run !
by Max (del 09/11/2009 @ 15:08:32 in Running, linkato 448 volte)
Ieri è stata una domenica uggiosa: nubi scure nel cielo, pioggia intensa e vento freddo...l'ideale per correre. E così è stato! Abbigliato come il capitano Acab di Moby Dick (o come Capitan Findus nel mezzo di una tempesta...) sono uscito di casa per il mio solito giro nella campagna intorno a Carpi. La pioggia mi sferzava il viso, saltellavo a destra e sinistra per evitare di affogare dentro le pozzanghere, il pezzo più brutto è stato quello cittadino, poi finalmente la campagna. L'odore di foglie bagnate, l'odore dell'autunno trasportato dal vento, il rumore dei passi sull'asfalto bagnato sono stati i miei compagni di viaggio. Nessun altro oltre a me sulla strada, solo io e la pioggia e le mie sensazioni. Sensazioni fortissime, come non provavo da tempo. Ho concluso 13km in 1h15m circa, non un gran tempo, ma è stato un gran allenamento per lo spirito!
by Max (del 02/02/2010 @ 14:54:26 in Yoga, linkato 597 volte)
Da circa un anno a questa parte ho cominciato a praticare yoga. Forse per curiosità inizialmente, fatto sta che questa pratica mi ha appassionato molto tanto da arrivare a praticarla per 6-7 ore a settimana.
Benefici? Un'infinità! Il fisico risponde meglio ed anche la mente e, oltre a questo, mi ha aiutato a migliorare notevolmente il mio stile di corsa. Non solo muscoli e tendini sono più flessibili grazie ai vari esercizi di allungamento, stiramento, ecc., ma il miglioramento avviene anche a livello della postura e dell'equilibrio. Sembrerà assurdo ma si acquisisce una maggiore consapevolezza nell'appoggio del piede a terra, si riesce a "sentire" l'appoggio del piede, la reazione del ginocchio, della schiena. La consapevolezza del movimento inoltre permette alla mente di immergersi ancora di più nella corsa, in quella sensazione di libertà e di evasione che questa attività è in grado di donare a chi la pratica (e forse, in questo senso, anche correre è una forma di yoga....). Follia? No, realtà. Vi invito a provare, nel frattempo vi suggerisco la lettura di questo articolo.
by Max (del 28/02/2008 @ 14:18:39 in Pensieri, linkato 216 volte)
Davanti a te una strada, nessuna meta, solo le tue sensazioni. Lasci indietro la tua giornata, con i problemi, le preoccupazioni, ormai non fanno più paura. La città ti scorre intorno con i suoi rumori, i suoi colori, i suoi odori. In questo caos riesci ad isolarti, riesci di nuovo a concentrarti ed a ritrovare la tua essenza. Corri, e ti senti bene con te stesso, con il tutto.
by Max (del 25/09/2007 @ 13:24:34 in Pensieri, linkato 308 volte)
Ho deciso di rinunciare alla pausa pranzo per farmi una corsetta, forse per allenarmi, forse per sfogare la tensione che mi sento addoso da qualche giorno o forse, molto più semplicemente, perchè avevo bisogno di correre.
Mi sono cambiato velocemente e mi sono lanciato in strada isolandomi dal mondo esterno con la musica nelle orecchie, così alta che quasi non sentivo le automobili e la gente che si riversava in strada per la pausa pranzo.
Nonostante la confusione dell'ora di punta, per tutto il tragitto non ho visto nessuno. Vedevo solo una strada che mi scorreva sotto la suola delle scarpe ad un ritmo sempre più accelerato, il cuore che pulsava sempre più forte ma invece di sentirmi stremato mi sentivo meglio, le mie gambe erano leggere, io ero leggero.
Ho continuato così per circa 55 minuti (...11,6 km per la cronaca...), fino a ritrovarmi davanti a casa e al pensiero di riprendere la solita routine, cosciente del fatto che questo pomeriggio riuscirò a sorridere.
by Max (del 06/04/2008 @ 13:10:12 in Running, linkato 280 volte)
Oggi lunghissimo pre-gara. Speravo in una giornata soleggiata, invece, al risveglio, mi ritrovo delle nuvole minacciose all'orizzonte ed un'aria un po' frizzantina. Poco male, mi vesto, preparo il camel bag (in cui inserisco anche il cappellino anti-pioggia...non si sa mai), Garmin, iPod, una banana per rifocillarmi al 25km e via. Onestamente pensavo peggio, dopo 2 km mi scaldo e la temperatura è ideale per correre ma, come previsto, dal 12 km in avanti inizia la pioggerellina (che definirei, utilizzando un termine lombardo, sbrunzina). Quella pioggerella che non ti bagna tanto, ma....ti rompe i coglioni. Pazienza, prendiamo anche questa come allenamento, come resistenza allo stress (vedi Resisto dunque sono di Pietro Trabucchi). Mi addentro nella campagna, facendo delle varianti ai miei soliti percorsi, risultato: 35km in 3h30, con pulsazioni medie intorno ai 142, posso ritenermi soddisfatto......Ora vado a scofanarmi un bel piatto di tortellini con la panna ! Buona domenica !
A tutti coloro che sono passati di qui, a coloro che ci passeranno ed anche a quelli che non ci passeranno mai, faccio i miei migliori auguri di Buon Natale. Spero che Babbo Natale mi porti un alluce nuovo in modo da poter correre qualche chilometro prima della fine dell'anno !
by Max (del 05/03/2007 @ 12:02:47 in Pensieri, linkato 371 volte)
Venerdì scorso ero in Francia, mi sono alzato presto per andare all'aeroporto e tornare finalmente a casa dopo una settimana di lontananza. Lungo la strada ho osservato la luna che tramontava, mentre ad est sorgeva il sole. Quella stessa sera sono andato a correre ed ho visto la luna che sorgeva, mentre il sole scompariva all'orizzonte colorando di rosso il cielo ad ovest. Mi è venuto da sorridere perchè era tempo che non riuscivo a stupirmi per cose così banali. Forse a volte basta osservare dei piccoli dettagli per dimenticare stress, preoccupazioni e stanchezza e ritrovare nuovo vigore.
by Max (del 21/01/2008 @ 11:59:30 in Running, linkato 273 volte)
Ieri ho ripreso a correre, c'era una nebbia mostruosa, non si vedeva nulla, faceva freddo, l'umidità ti si ghiacciava addosso ma...è stato bellissimo !!!
Il ginocchio non mi ha dato fastidio (e il risultato della risonanza magnetica ha confermato che problemi non ce ne sono anche se, a scanso di equivoci, giovedì vado a sentire il parere di un esperto).
Ho deciso di utilizzare il cross-training per prepararmi alla mia prima 100K, alternando corsa, nuoto e, quando la stagione lo permetterà (ovvero quando le giornate saranno un po' più lunghe), MTB (per ora la domenica la dedicherò ai lunghi).
Qualche altro suggerimento?
by Max (del 22/09/2008 @ 11:35:42 in Running, linkato 1356 volte)
Altri 45km percorsi la scorsa settimana. Dopo 3 settimane di carico questa settimana sarà un po' più rilassante, magari con del cross-training. Mi sarebbe piaciuto correre almeno metà della Maratona d'Italia, ma il mio certificato medico agonistico scade alla fine di questo mese ed ho paura che, allo stato attuale delle cose, non mi concedano l'idoneità. Parteciperò alla non competitiva da 9 km (magari ci attacco i km da casa alla linea di partenza e ritorno...), forse in compagnia di un vecchio compare del liceo cui sono riuscito ad attaccare la malattia della corsa .
by Max (del 02/01/2009 @ 11:34:03 in Pensieri, linkato 183 volte)
Ci sono giorni in cui correre è qualcosa di speciale, di magico, dove tutto si presenta come se fosse scritto su un copione. Provate ad immaginare di trovarvi su una strada di campagna, solitaria, con i campi intorno avvolti da una leggera nebbia. Non quella nebbia pesante che non ti fa vedere ad un palmo dal naso. Quella nebbia vaga, che ti lascia intravedere i contorni delle cose. Provate ad immaginare questa musica in sottofondo.
Intorno a voi i campi coperti da un sottile strato di neve, ricordo del primo giorno dell'anno. I contorni delle piante lontane si perdono nella nebbia. La luce della brina sui fili d'erba che vi scorrono a fianco sul ciglio della strada. I vostri passi leggeri che sfiorano il terreno. E poi la musica finisce, una breve pausa, ed ecco un altro brano.
State passando di fianco ad un casolare diroccato, da una finestra si scorgono due piccioni, infreddoliti ma stretti uno nell'altro per cercare un po' di calore. Continuate a correre leggeri, in mezzo alle nuvole del vostro fiato. Che silenzio, che pace ! Chiudete gli occhi ed allargate le braccia per abbracciare l'aria fredda che ormai non temete più. Se c'è un regista in tutto questo è sicuramente un genio !
Hoka Hey ! Hoka Hey ! Oggi è un gran giorno per combattere !
La porta di casa si chiude alle vostre spalle ed il cuore sta bene !
by Max (del 24/07/2008 @ 11:09:23 in Running, linkato 195 volte)
Ovvero, se non puoi correre...cammina !
Oggi prima uscita di walking, 8 km in 1h5m cui ho aggiunto qualche esercizio di potemziamento appena arrivato a casa. Non sarà un granchè ma indossare nuovamente le mie Asics ed accendere il Forerunner 305 ha fatto bene al mio spirito.
Colonna sonora del giorno: ZZ Top.....qualcuno si ricorda il video?
by Max (del 29/05/2007 @ 10:58:01 in Pensieri, linkato 377 volte)
Oggi proprio non ce la faccio, è uno di quei giorni in cui vorresti mollare tutto e andare il più lontano possibile. Sarà perchè la giornata è grigia, sarà per la temperatura che, abbassandosi così improvvisamente, ha riportato un clima autunnale, sarà perchè non sopporto più la luce al neon dell'ufficio e il brontolio degli altri, sarà tutto questo ma vorrei essere altrove. Oggi ho proprio voglia di correre, mi sento come Forrest Gump quando, seduto sotto il portico decide di colpo di comiciare a correre attraverso la contea di Greenbow fino ai confini dell'Alabama, per arrivare poi all'Oceano. Attendo con ansia le 18.00 perchè potrò uscire da qui, arrivare a casa, indossare le mie nuove scarpe da corsa e perdermi nella campagna qui intorno.
by Max (del 06/10/2007 @ 10:47:52 in Running, linkato 355 volte)
Ovvero, come allenare la volontà. (Dedicato ai veri malati della corsa)
Ieri sera sono uscito per l'ultimo allenamento settimanale, volevo correre un'ora e mezza sperimentando un nuovo percorso in città, dato che in campagna è quasi impossibile andarci la sera a causa dell'illuminazione scarsa o assente in alcuni tratti. Sono partito con un buono spirito ma, dopo 800 mt. ho sentito le gambe pesantissime, quasi le trascinavo. Ho proseguito per un paio di km ma senza avvertire alcun miglioramento. Ho cominciato a demoralizzarmi, in più non sopportavo il traffico e l'odore dei gas di scarico (perchè in città piccole come Carpi tutti devono usare la macchina quando è possibile girare a piedi o in bici ?!?). Dopo 5km la tentazione di tornare a casa aumentava proporzionalmente alla strada percorsa, ma mi sono imposto di continuare, non potevo cedere, non potevo autoassegnarmi un DNF (=Did Not Finished)! Ho deciso quindi di cambiare la modalità di allenamento, anzichè allenare fiato e gambe avrei allenato la mia volontà a proseguire, e così è stato, ho concluso la mia corsetta di un'ora e mezza, come da programma, percorrendo 15 km anzichè 17-18 come speravo, ma scoprendo che, anche se ho delle difficoltà, la mia volontà è più forte e mi permette di andare avanti.
by Max (del 26/03/2009 @ 10:04:50 in Pensieri, linkato 188 volte)
Oggi il cielo è azzurro, il sole fa bella mostra di sé in cielo e, anche se l’aria è fredda, si possono assaporare i profumi di questa nuova primavera. Le piante si stanno risvegliando dopo il sonno invernale, sbocciano i fiori, germogliano le foglie. La vita si risveglia. Non che abbia dormito in questi mesi, ma certo è cambiata la luce. E’ come aver cambiato una lampadina, ne è stata messa una di potenza superiore e tutto sembra diverso. E’ come essere passati da un’immagine in bianco e nero ad una a colori. Non capita anche a voi di sentirvi meglio in primavera? Forse è solo un delirio romantico, ma in primavera i dettagli positivi di questo mondo si scorgono più facilmente. I tormenti dell’anima si sopportano meglio, si riesce a sorridere con un po’ più di facilità anche in quei momenti dove si vorrebbe scomparire per la disperazione. Certo le cose non vanno sempre bene, ci sono state troppe nubi che hanno attraversato questo cielo negli ultimi mesi, ma il sole è sempre stato lì, pronto a mostrarsi alla prima occasione, pronto a urlare: “Hey, ci sono anch’io!”, così come questo schermo azzurro che mi si para davanti quando getto lo sguardo fuori dalla finestra alla mia destra. Oggi non vorrei stare rinchiuso fra quattro mura. Vorrei poter essere su una spiaggia a passeggiare, ascoltare il rumore delle onde sovrapposto allo strillare dei gabbiani, lasciarmi accarezzare il viso dalla brezza marina carica di iodio assaporandone il gusto, immaginando di nutrirmi di quell’aria morbida e così palpabile. Camminare fino a quando se ne ha voglia per poi sedersi sulla sabbia morbida, sentirla tra le mani, raccoglierla in un pugno e lasciarla scorrere via poco a poco guardando i granelli che si disperdono al vento. Godermi questa passeggiata tenendo per mano mia moglie, senza bisogno di dover parlare, immergendoci nell’armonia del luogo per ritrovare un’armonia interiore dove basta un sorriso o un lampo di luce che attraversa gli occhi per potersi capire, dove sono i cuori a sorridere. Forse sono solo sogni, ma oggi mi va di sognare. Ho bisogno di immagini nuove, positive, che infondano coraggio, che asciughino qualsiasi lacrima, passata o presente che sia e che ne evitino in futuro. Si sogna per volare via, per stare meglio, per trovare una direzione verso cui muoversi. È una maniera per augurarsi una buona giornata.
by Max (del 30/03/2007 @ 09:54:55 in Pensieri, linkato 1907 volte)
Ci sono giornate in cui ti senti veramente stanco. Torni a casa dopo il lavoro, ti siedi sul divano e non vorresti far altro che rimanere lì, a contemplare il vuoto, privo di ogni entusiasmo. Vaghi per la casa senza uno scopo preciso, senza alcun interesse verso ciò che solitamente fai nel tempo libero. Vorresti solo che fosse già domani. Poi, in un angolo, vedi le tue scarpe da corsa. Ti piace correre (ti sei anche iscritto alla NYC Marathon), ma ti ripeti che sei sei stanco e che per questa sera vorresti rinunciare. Ci ripensi, fai uno sforzo e ti prepari, esci di casa e fai partire il cronometro. Un passo dopo l'altro cominci a scaldarti. Un passo dopo l'altro cominci a sentirti meglio. Il ritmo aumenta, sei ancora stanco ma ormai non ha più importanza. Hai raggiunto il parco, il sole sta tramontando e tinge il cielo di rosso, l'aria fresca della sera ti sveglia, gli AC/DC sono la tua colonna sonora. Ti senti forte, l'apatia che ti aveva colto sta scomparendo, te la lasci alle spalle correndo e vorresti urlare, perchè ti senti libero.
(dalla mia Moleskine del 29/03/07 19.41)
P.S.: alla fine non è andata male: 10.34km in 51'01", certo non è un tempo da corridore professionista, ma non mi lamento.
by Max (del 21/02/2008 @ 09:45:22 in Running, linkato 255 volte)
Questa settimana la dedico al riposo, giusto una corsetta tranquilla stasera ed una un pochino più impegnativa domenica (tra l'altro mi hanno assegnato il pettorale n° 63...un po' troppo basso per un ranner del mio calibro...).
La scorsa settimana ho fatto il mio primo allenamento collinare, approfittando di una trasferta nelle Marche, in compagnia di Fabio Pantharun: 24km percorsi tra Numana, Sirolo ed il promontorio del Conero...sono aopravvissuto. Pensavo peggio vista la mia abitudine a correre nella sterminata Pianura Padana.
by Max (del 30/01/2008 @ 08:00:05 in Running, linkato 288 volte)
Sono arrivato a Berlino lunedì 28 gennaio alle 17.00. La città si è presentata malinconica, sotto un cielo piovoso, come un fotogramma di Wim Wenders. Era l'immagine che avevo nella mia testa e, nonostante tutto, è una città che trasmette una certa energia, non sono in grado di spiegarlo a parole, è stata una mia impressione. Purtroppo, causa impegni di lavoro, non ho potuto visitare il centro ed il mio albergo si trovava in periferia. Che fare? le opzioni erano o attendere in albergo il mio collega, che sarebbe arrivato alle 19.00 circa, oppure sfidare la pioggia e correre per le strade di Spandau (il quartiere di Berlino dove si trovava il mio albergo). La scelta è ricaduta sulla seconda opzione, decidendo di dedicarmi ad un fartlek di 45 minuti circa, tenendo un ritmo intorno ai 5'/km, con variazioni più sostenute intorno ai 4'/km ogni 2-3'. Sono uscito sotto lo sguardo attonito del receptionist ed ho cominciato a vagare per quelle strade, dapprima in una zona residenziale per poi avvicinarmi verso una zona più centrale. La pioggia non mi dava fastidio, ciò significa che sono proprio malato. Per strada c'era poca gente, visto il maltempo e vista l'ora (già, perchè in Germania verso le 18.00 tutto chiude), solo il rumore delle auto e della pioggia che scrosciava al suolo. Ho corso per un po' rasente ai palazzi, poi, quando l'intesità della pioggia è diminuita, mi sono addentrato per le strade secondarie ed ho raggiunto un percorso che costeggia un fiume (deve essere un posto carino dove poter correre, peccato per la pioggia e per il buio). Mi piace correre lungo i corsi d'acqua, mi rilassano e mi piace osservare i giochi di luce sulla loro superficie, inoltre il silenzio che c'era in quel momento, rotto solo dal ticchettio delle gocce di pioggia rendeva l'atmosfera particolarmente poetica. Follia? Forse, ma quando sono tornato in albergo, oltre ad essere bagnato fradicio, ero felice.
P.S.: Strano scrivere un post su Berlino dalla Francia...ma arriverà domani sera !
by Max (del 30/05/2007 @ 07:35:30 in Pensieri, linkato 991 volte)
Causa maltempo ieri sera non sono riuscito a sfogare la mia Sindrome di Forrest Gump di cui ho parlato nel mio precedente post, di conseguenza mi sono messo d'impegno e questa mattina ho puntato la sveglia alle 5.30. Con grande fatica ho aperto gli occhi, ho atteso che la sveglia suonasse una seconda volta, poi mi sono alzato a guardare il tempo. La luce del sole faceva capolino dietro le nuvole, l'aria era fresca ma mi sono detto "Si può fare". Accendo il Forerunner 305 e lo posiziono sul balcone attendendo l'allineamento del GPS, nel frattempo mi vesto (l'operazione di allineamento dura un po', è un piccolo difetto dello strumento...ma, d'altra parte, è mattina presto anche per lui). Preparo l'iPod - questa mattina la colonna sonora è dei Green Day - recupero il Forerunner, esco di casa, un respiro e parto. Il primo brano è Wake Me Up When September Ends, la città è silenziosa, si potrebbe quasi correre in mezzo alla strada, non si vede un'auto. Le prime persone che incontro sono degli anziani che non fanno caso alla mia presenza, intenti nelle loro faccende (d'altra parte i folli che si alzano a quest'ora del mattino per puro piacere non sono molti, e forse esiste una sorta di silenziosa solidarietà). Esco dalla città e mi inoltro nel solito percorso di campagna, l'aria è fresca per via dei temporali di questi ultimi giorni, si sta bene, il cielo è rosso a est, con la luce del sole che si diffonde nelle nuvole, procedo ad un buon passo (4'30"-5'00" a km) considerata la mia stazza ed il mio livello di allenamento. Riprendo la via della città, che ormai si sta svegliando, il rumore delle auto ha invaso le strade, la gente comincia a recarsi al lavoro. Passo vicino a persone che attendono l'autobus, respirando l'odiato fumo delle loro sigarette mattutine mentre mi guardano straniti (mai ai visto uno che corre la mattina ?). Arrivo a casa dopo 14km percorsi in 1h12', sono soddisfatto tanto che trovo l'ispirazione per scattare qualche foto per il libro del Polaser (devo presentare 30 foto per la fine di giugno). Tutto sommato non mi posso lamentare, oggi mi sento davvero bene, in più questa sera vado a Parma dalla mia dolce metà...peccato solo che in mezzo ci sia l'ufficio.
by Max (del 19/05/2008 @ 07:29:09 in Running, linkato 226 volte)
Ieri, complice la pioggia, ho spezzato l'allenamento domenicale in due:
mattino: 14km a ritmo medio di 5'08"/km; pomeriggio: 11km a ritmo medio di 5'02"/km.
Unico neo è che mentre la mattina la pioggia è stata clemente, durante il pomeriggio ho corso sotto un nubifragio che, in ogni caso, non mi ha fatto desistere (...anche la resistenza allo stress da pioggia è allenamento...). correre alla mattina ed alla sera è quasi come ripartire dopo essersi fermati ad un rifornimento durante una maratona. A sensazione i benefici sono stati gli stessi di una corsa continua di 20km ma con il risultato di avere meno dolori alle gambe. Per il resto la settimana è stata riposante (56 km in totale), in vista del lunghissimo del prossimo weekend in preparazione della prossima 50K.
martedì: 14km, media 5'03"/km mercoledì: 17km, media 5'22"/km
by Max (del 04/09/2008 @ 07:28:50 in Running, linkato 256 volte)
Come dice uno spot piubblicitario:
EVERYTHING YOU NEED IS ALWAYS INSIDE JUST DO IT
E' stata una bella sensazione, ieri sera, ritrovarmi dentro le mie scarpe da running, i miei calzoncini e la maglietta. con la borraccetta legata in vita e correre sul mio percorso abituale, nella campagna intorno a casa. Ritrovarmi su quel tratto di strada diritto, che attraversa i campi, con il sole già dietro l'orizzonte ed il cielo che regalava le ultime sfumature di luce rossastra al giorno che stava per terminare. Ritrovarmi da solo a correre su quelle strade silenziose, con tutti gli altri runner che già rientravano verso casa. Ritrovarmi nuovamente a mettere un piede davanti all'altro, anche se con fatica dopo 3 mesi di stop, tanto che sembrava di non aver mai corso prima. Alla fine sono stati gli 11 km più belli cha abbia mai corso (5'55"/km). E' proprio vero quello che dice lo spot !
by Max (del 21/10/2008 @ 07:20:52 in Running, linkato 279 volte)
Era tanto che non mi capitava di mettere la sveglia alle 5.20 per andare a correre, un po' perchè non ne avevo più avuto l'occasione, un po' per mancanza di volontà. Questa mattina però ce l'ho fatta. Alle 5.45 ero in strada, l'atmosfera piacevole, non si sentiva nessun rumore, il buio avvolgeva ancora tutto. Mi sono diretto verso il mio solito percorso in campagna (11,5 km in totale) e mi sono ritrovato a correre al buio. Non mi ricordavo l'orario cui sarebbe sorto il sole, fatto sta che mi sono ritrovato a correre solo, nell'oscurità, guidato dalla linea bianca che delimita quella strada di campagna che potrei quasi percorrere ad occhi chiusi. Intorno a me solo il profumo dell'erba, l'odore dell'uva, le sagome scure degli alberi. Nessun rumore se non il raro cinguettare degli uccelli. Mi sono rilassato completamente - nonostante la fatica della corsa - lasciandomi avvolgere da questa atmosfera quasi magica. Oggi non può che essere una buona giornata !
by Max (del 06/05/2008 @ 07:17:09 in Pensieri, linkato 372 volte)
Mi sono fermato, quasi ipnotizzato, a osservare la palla infuocata all'orizzonte. La leggera nebbia che accarezzava i campi di granoturco si dissolveva con il suo calore. Una lepre alza le orecchie ed inizia a correre, veloce, libera. Io mi risveglio con il canto di due tortore che si inseguono tra i filari della vigna poco distante. Quanta vita c'è in tutto questo, e poco importa dei problemi che si presenteranno durante il giorno. Fin quando saremo capaci di stupirci e di amare queste piccole cose, saremo liberi.
by Max (del 12/03/2008 @ 07:16:20 in Running, linkato 262 volte)
Capita di uscire dal lavoro un po' scoglionati, ti metti a correre senza una meta o un obbiettivo preciso, prendi la direzione della campagna, ma un giro diverso dal solito. Il cielo è terso dopo quasi 10 giorni di pioggia, l'aria frizzante. Si vede una porzione di luna che si alza in cielo mentre il sole tramonta e sfumature arancioni riempiono l'orizzonte. La tua strada è deserta, una canzone ti trova proprio mentre sei assorto ad osservare questa fotografia, allarghi le braccia come se volessi librarti in questo cielo che appare così puro, come lo è il tuo spirito ora, dopo aver gettato alle spalle il manto cupo della giornata ed è in questa atmosfera che, senza accorgertene, passano sotto i piedi 25km (2h10'45" il tempo di percorrenza).
P.S.: per i prossimi 9 giorni non potrò godere di questi panorami, devo recarmi negli USA per lavoro, speriamo che il tempo sia mite per potermi permettere di correre anche là (sicuramente un giretto intorno al reservoir di Central Park ci vuole...l'incognita rimane Chicago...)
by Max (del 24/06/2008 @ 07:12:28 in Running, linkato 230 volte)
Prima corsa del soggiorno americano.
8km tranquilli su percorso ondulato nell'area chiamata Valley Forge, teatro di una delle battaglie per l'Indipendenza Americana.
Ho corso nelle vie della zona degli uffici, non ci sono percorsi ben definiti per correre in questa zona (o almeno non ne ho trovati). In ogni caso l'atmosfera è stata gradevole, mi sono perso in mezzo a queste strade che portano alle palazzine delle più svariate aziende, correndo a ridosso delle aioule perfettamente curate, con qualche scoiattolo che fuggiva spaventato al rumore dei miei passi. Ho corso verso est, con il sole nascente che mi costringeva a socchiudere gli occhi. Le strade erano deserte alle 5.30AM, l'aria frizzante, è stato veramente piacevole e rilassante (e mi ha aiutato a digerire le 2 Rib Eye Steaks di ieri sera !).
Dopo la sosta a Wichita dove, per una serie di motivi, non sono riuscito a correre, eccomi finalmente giunto a Chicago, ultima tappa del viaggio (finalmente!). Dalle 12.00 sarò libero di fare ciò che vorrò (speriamo anche una corsetta lungo il lago Michigan) in attesa che arrivino le 16.00 di sabato.