Non esiste notte tanto lunga che impedisca al sole di risorgere.

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08/09/2010 @ 15.04.11
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Ci sono 6 persone collegate
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Di seguito gli articoli e le fotografie che contengono le parole richieste.

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by Max (del 18/05/2007 @ 23:14:51 in Cinema, linkato 380 volte)
...Or: How I learned to stop worrying and love the bomb.
(Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba).

Non avevo ancora visto questo film di Stanley Kubrick, che reputo personalmente un genio, e devo dire che ancora una volta mi ha stupito.
Si tratta di una commedia "noir" che ha come tema centrale la Guerra Fredda, o meglio, è una profonda critica alla stupidità umana di quegli anni.
Riporto una recensione di Claudio Bacchi reperita in Internet:
"[...]In Stranamore Kubrick mette a fuoco il problema della "bomba", la bomba intesa come fine di mondo, nell’unico modo possibile adatto per l’intrattenimento: la leggerezza, il surreale, l’ironia, calcando la mano sulle sue nefaste conseguenze perfino esagerandole; che lo spettatore creda pure di essere di fronte ad uno spettacolo, di certo impossibile, quando invece lo spettacolo è soltanto una delle tante opzioni su cui quasi nessuno ha la possibilità di incidere. Quasi nessuno a parte i governanti, certo, gli occupanti della stanza dei bottoni occupati più a litigare tra loro o col nemico piuttosto che a difendere il pianeta. Ed è sulla caratterizzazione di questi personaggi, tra cui spiccano in maniera magistrale il solito Sellers nella parte del Presidente degli USA e l’ambasciatore russo, che Kubrick infierisce per mostrare in fondo quanto le nostre speranze di prudenza e capacità siano – proprio nei momenti più cruciali per l’umanità – riposte malamente. Questo da un punto di vista morale, mentre, da un punto di vista prettamente filmico, credo che il motore centrale della vicenda, sia per i tempi che per la grande versatilità e credibilità nell’interpretazione, sia il Colonnello Turgidson (George Scott), il falco del pentagono che è stato svegliato durante un appuntamento galante con segretaria e che, subito accorso nella sala ovale, da impareggiabile sfoggio di tecnica militare e strategia fantapolitica – anche se poi, anni addietro, si scoprì che lo stesso Kissinger nei suoi rapporti discuteva amabilmente di milioni di morti come fossero stati zanzare. La scena in cui Scott simula il volo del "caccia" americano mentre sgancia bombe atomiche sul nemico è una delle più riuscite ed esilaranti di tutto il film, interrotto bruscamente dal Presidente che lo rimbrotta con: "Basta così Colonnello, credo che quello che abbia detto sia più che sufficiente". Dalla recente scomparsa di Kubrick in poi osannare i suoi lungometraggi sembra divenuto essere uno sport internazionale, e forse lo è; credo tuttavia che di fronte a siffatti affreschi poco ci sia da aggiungere se non godersi la visione come di fronte a un Tiziano o a un Raffaello. Non è un film sulla guerra, è un film pacifista, sicuramente, ma di più sullo studio dell’idiozia umana nei confronti dei grandi temi dell'esistenza."

 
by Max (del 23/10/2007 @ 23:03:32 in Cinema, linkato 363 volte)
Ho appena terminato di vedere Lisbon Story di Wim Wenders, un film che mi ha colpito per la sua semplicità, per il modo con cui il regista è riuscito a far sentire la città. E' un viaggio-non-viaggio per le sue strade, i suoi vicoli, i suoi rumori, le parole di Pessoa e le musiche dei Madredeus.
E' un film di una semplicità incredibile, e forse è proprio per questo che stupisce.


Io ascolto senza guardare e così vedo.

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

Fernando Pessoa
 
by Max (del 19/12/2007 @ 22:50:23 in Cinema, linkato 265 volte)
Approfittando dell'edizione economica che esce in edicola il sabato mi sono appassionato ai film di questo mitico personaggio.
Guardandoli con attenzione si ritrovano moltissime scene dei film comici più moderni, la mimica stessa è stata ripresa da numerosi attori, insomma, Chaplin ha fatto scuola.
Quello che mi ha colpito, a parte la semplicità e la profondità di alcuni temi affrontati nei film (Tempi moderni e Il Grande Dittatore, tanto per citarne 2 a caso), è il fatto che, oltre ad essere attore, regista e produttore, è stato anche compositore delle colonne sonore, per non parlare delle abilità atletiche dimostrate in alcune scene (non credo andassero di moda gli stuntman negli anni '20...).
Vi rimando alla pagina di Wikipedia per le informazioni biografiche e di seguito riporto alcuni suoi aforismi che mi hanno particolarmente colpito.

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.

La vita è meravigliosa, se non se ne ha paura.
 
by Max (del 29/05/2007 @ 22:07:22 in Cinema, linkato 403 volte)
Riporto un paio di citazioni, rispettivamente introduzione e finale, da questo film di Wim Wenders che ho appena finito di vedere e che consiglio.

"La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!"

”Voi che noi amiamo, voi non ci sentite, ci credete così lontani... eppure siamo così vicini. Noi siamo i messaggeri, non il messaggio. Il messaggio è l’amore. Noi non siamo niente, voi siete il nostro tutto. Lasciateci vivere nei vostri occhi, guardate il vostro mondo attraverso noi, riconquistatelo attraverso noi, allora saremo vicini a voi e voi a Lui!”

Spesso ci sono frasi che fanno riflettere o quantomeno offrono spunti di riflessione e ispirazione.
 
by Max (del 03/11/2008 @ 20:44:21 in Pensieri, linkato 276 volte)
Oggi correndo mi è venuta in mente la scena di questo film:



Forse non lo conosceranno in molti ma è di certo un gran film, che racconta di un tumultuoso viaggio in auto fino in Messico di cinque amici - di cui due prossimi alla partenza per il Vietnam - per un addio al celibato.

Traduzione:
- "A Dom, e ai privilegi della gioventù. A ciò che siamo. A ciò che eravamo"
- "...e a ciò che saremo"
 
by Max (del 13/07/2007 @ 15:55:14 in Varie ed eventuali, linkato 317 volte)
Oggi sono in vena di cazzate....una citazione dal film omonimo:

Scimelahammalasemelehemel… Ugh.
Scimelahammalasel…

Questo è un canto tipico d'amore indiano della tribù degli Arrapaho.
Una tribù che ha secoli e secoli di tradizioni amorose,
dove l'amore si pratica come ve lo spiego io.
Tutta la tribù chiava così, tranne uno, il capo,
anzi, il figlio del capo, Mazza Nera.
Ma interessiamoci delle pratiche amorose:
le donne, strappando la capocchia del cactus,
se la mettono vicino alla gamba, anzi, vicino all'alluce,
che è vicino al cellulo, che è un piede nuovo
di nuova fabbricazione Oxford.
Dopo un periodo di tirocinio durato due tre giorni,
quando la spina del cactus va in cancrena,
l'uomo gli comincia a venire duro.
E mentre i lupi sulle colline ululano UUUUUUUUUUU,
anzi, riululano, UUUUUUUUUUUUU,
ecco che arriva Cesare Ragazzi.

Asmanamamamma, ualassamala…
Alassamalalauiallamuima… Ugh… Ugh. O' singhiozzo.

Mentre tutti però fanno questo bordellone,
Mazza Nera nella sua solitudine medita vendetta.
Esce di notte, e carpor carponi odorava il culo alle cavalle.
Ma le capitò un incidente, una cavalla gli cagò addosso.
Allora ne inventò un'altra, si fece costruire dal padre,
grosso finanziere della famiglia, una radio privata,
la famosa Radio Scalp, che trasmette in fumi 1 1 1 1 X 2, quasi una schedina.
Adocchiò finalmente una donna, Scella Pezzata,
e le dedicò una hit parade intera:
ottava in classifica era "Tu m'è scassat' a penna", di Borotti Boffi Gardani Nullo,
settimo "Senti ca mo viene lui", sesta "Vado in culo a un Apache",
quarta - perché la terza non c'era -
quarta "Amore scusami" di Luttazzi Sifoni Antonio Libbroso e… e Quarto In Angolo.
Buongiorno. Ci vediamo dai… la seconda non c'è… la prima…
L'intiera dinastia de… degli Arrapaho fu bruciati da un fuoco fatuo…

Asmanamamamma, ualassamala…
Vuol dire "sta finendo il pezzo"
Asmanamamamma, ualassamala…
Vuol dire "il pezzo ancora deve finire"
Aualamassala…
Ma quanto cazz'è lungo stu piezz?…
Aualamassala assamala…
L'ha fatto troppo lungo, il pezzo…
Salamanala sala sala siea siea… fiu fiu… sta ritornando Kojak.
 
by Max (del 26/02/2008 @ 11:47:52 in Cinema, linkato 267 volte)
Ovvero, La terra dell'abbondanza, è questo il titolo dell'ultimo film di Wim Wenders che ho avuto modo di guardare qualche giorno fa.
Come tutti gli altri suoi film mi ha colpito per la semplicità e per la fotografia.
Due perosonaggi, Paul e Lana - zio e nipote - si ritrovano dopo 20 anni (alcuni critici identificano lo zio con il Presidente Bush, mentre Lana è quella parte di America che non ha, e che si ritrova ad essere vittima degli eventi). Il primo, un ex veterano diventato paranoico dopo gli avvenimenti dell'11 settembre, che vaga per Los Angeles a bordo di un furgone attrezzato per sorvegliare i personaggi sospetti. La seconda che rientra negli USA dopo aver trascorso la maggior parte della sua vita in Africa assieme ai genitori missionari.
Entrambi si troveranno coinvolti ad indagare su uno strano omicidio che avviene di fronte ad un ricovero per senzatetto e viaggeranno insieme, inseguendo una serie di indizi e scoprendo che l'America di oggi è avvolta da paranoia e paura e che, molto spesso, niente è ciò che sembra.
 
by Max (del 31/07/2007 @ 10:54:45 in Letture, linkato 432 volte)
Vagando su internet alla ricerca di nuove letture per le prossime vacanze mi sono imbatturo nell' Elogio delle fuga di Henry Laborit, una cui frase compare all'inizio del film Mediterraneo:
In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare.

Qui sotto riporto un passaggio che mi ha convinto ad andare in libreria ad acquistarlo:

Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio.
Verità o utopia? Chi può dirlo....è l'eterno dilemma del sognatore.
 
by Max (del 21/06/2007 @ 10:13:18 in Cinema, linkato 319 volte)
Ieri sera ho deciso di rivederlo in lingua originale, tanto per fare un po' di pratica con l'inglese. E' stata veramente dura, soprattutto quando il sergente si mette ad urlare, ma rimane sempre un gran film.

 
by Max (del 20/03/2007 @ 09:31:59 in Cinema, linkato 508 volte)
Ieri sera ho visto Stalker, un film russo del 1979 di A. Tarkovskij. Sembra un film di fantascienza, in realtà è una metafora sulla vita. Non avevo mai visto film russi (ad eccezione dello spezzone della "Corazzata Potemkin" in Fantozzi), ma mi ha particolarmente colpito per la profondità di alcuni monologhi (come quello che riporto, che riprende la filosofia orientale), per l'uso della fotografia (alternanza di bianco e nero e colore) e per la capacità di rendere forti delle immagini senza l'uso di effetti speciali tanto abusati al giorno d'oggi.

“Che si avverino i loro desideri e che diventino indifesi come bambini, perché la debolezza è potenza e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte è rigido. Così come l’albero: mentre cresce è tenero e flessibile, quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza. Ciò che si è irrigidito non vincerà.”
 
by Max (del 12/04/2007 @ 00:12:00 in Pensieri, linkato 321 volte)
Ogni tanto mi capita di non riuscire a dormire, soprattutto quando sono a casa da solo.
Trascorro la serata immergendomi nei miei interessi, oppure, da quando mi è venuta la mania del cinema, guardando un film, come ieri sera, fino a quando giunge l'ora di andare a dormire. Poi, anche se ti senti stanco, il sonno non arriva, mille pensieri ti invadono la testa e senti un frastuono come quando ti trovi in mezzo ad una stanza colma di gente che parla.
Allora mi sono messo a guardare la notte dalla finestra, le luci spente in casa, fuori nessuno, il silenzio assoluto. Sono stato ad osservare la via deserta per 10 minuti, prima di sedermi qui a scrivere, in preda ad una sorta di malinconia perchè avrei voluto essere altrove, perchè, per non so quale motivo, trovavo quell'atmosfera strana, serena, quasi magica, ed avrei voluto non essere solo.

(Dalla mia Moleskine del 12/04/07 00.03)
 

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