Chi in cento battaglie riporta cento vittorie, non è il più abile in assoluto; al contrario, chi non dà nemmeno battaglia, e sottomette le truppe dell'avversario, è il più abile in assoluto.
by Max (del 20/09/2007 @ 21:51:00 in Pensieri, linkato 390 volte)
Ho appena finito di aggiornare il mio sito con le immagini che ho scattato quest'estate in Normandia, sulle spiagge della famosa Operation Overlord. Ho percorso tutta la costa, da Juno Beach fino ad Omaha Beach (non sono riuscito, per mancanza di tempo, a visitare Utah Beach), scattando una serie di immagini con la macchinan a foro stenopeico. Si respira un'atmosfera strana su queste spiagge, forse complice il tempo non particolarmente bello, forse simile a quel 6 giugno 1944 quando iniziò la "riconquista" dell'Europa. Mi sono venute alla mente le immagini di Robert Capa, un fotografo che è sbarcato con la prima ondata su Omaha Beach, la scena dello sbarco di "Salvate il soldato Ryan", e tutte le storie che ho letto a riguardo sui libri, ma la cosa più impressionante è stato sicuramente il cimitero americano. Si trova proprio sopra Omaha, domina la costa e, anche se mi è capitato spesso di vederne le immagini in televisione, non ho potuto evitare un nodo alla gola quando mi sono trovato a camminare in mezzo a quella distesa di croci, perfettamente allineate, con incisi i nomi di tutti i soldati morti durante le operazioni dello sbarco. Solo su Omaha ne sono morti più di 1000 quel 6 di giugno. Soldati, ragazzi poco più che ventenni, considerati fondamentalmente carne da macello, con il compito di aprire la strada alla 1^ Divisione Corazzata (d'altra parte a cosa serve la fanteria? Si manda avanti un mucchio di gente ad affrontare il fuoco nemico...prima o poi qualcuno passerà). Ho pensato a quanto è stupida la guerra, a quanto è stupido l'uomo e quanto è incapace di imparare dai propri sbagli.
by Max (del 21/02/2007 @ 21:46:00 in Pensieri, linkato 1875 volte)
Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati , ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio. Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato. Canta. Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che cono sco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E' il più grande strumento che potrai mai avere. Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca. Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell'accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga. Ma accetta il consiglio... per questa volta.
Tratto da "The Big Kahuna", 2000, regia J. Swanbeck
by Max (del 24/11/2008 @ 21:17:03 in Fotografia, linkato 186 volte)
Oggi ho aggiunto una nuova galleria al mio sito di fotografia www.105mm.it. Il sito è ancora in evoluzione, ma sta prendendo forma e comincia a soddisfarmi.
by Max (del 30/09/2007 @ 19:56:14 in Running, linkato 438 volte)
10 km in 45'08", media 4'29"/km
Ho sentito e letto diverse opinioni contrastanti riguardo questa gara, in ogni caso io vi ho preso parte e mi sono anche divertito. E' stata la mia prima gara competitiva, con tanto di cronometro ufficiale, chiusa con il risultato riportato sopra. Una soddisfazione, per me, visto che alle precedenti 10K cui ho partecipato quest'anno avevo totalizzato rispettivamente un 48'34" ed un 50'15" ! Le premesse non erano incoraggianti: - il clima non era dei migliori (minacciava anche pioggia, ma per fortuna il tempo ha tenuto); - non ero molto in forma (ero dispiaciuto perchè mia moglie non ha potuto partecipare e manifestavo i sintomi di un raffreddore che in questo momento mi sta devastando...). Comunque, sono partito a razzo, spinto dalla scarica di adrenalina tipica della partenza, ho cercato di tenere un'andatura elevata ma compatibile con le mia possibilità cercando poi di progredire nella seconda metà della gara (il mio obbiettivo era comunque di rimanere nei 48'). Il mio ottimismo iniziale ha cominciato a vacillare verso il km 5, poi, verso il km 6 mi sono aggregato ad Aldo Rock e ad un altro ragazzo, ho scambiato due parole, mi sono distratto dai pensieri negativi ed ho ritrovato vigore, tanto che, invece di rallentare (idea a cui ero quasi rassegnato), sono riuscito quasi ad accelerare per lanciarmi poi in uno "sprint" sull'ultimo km e.....obbiettivo ampiamente superato (grazie anche ai 2 pacers) !!! La prossima sfida sarà New York.....
PS: La foto non è un granchè, in ogni caso io sono quello indicato dalla freccia bianca (a scanso di equivoci....quello con i capelli scuri e con la maglia rossa).
by Max (del 16/11/2007 @ 19:51:08 in Fotografia, linkato 260 volte)
Per gli amanti della fotografia questa
mostra a Milano.
Sono foto tratte dall'archivio Alinari e colpiscono per la loro semplicità.
Sono uno splendido esempio di come a volte è possibile suscitare emozioni semplicemente osservando la vita di tutti i giorni.
by Max (del 27/04/2008 @ 18:01:48 in Running, linkato 992 volte)
25 aprile 2008, ore 7.15, arrivo a Castelbolognese per la 50Km di Romagna, la mia prima ultramaratona, se così vogliamo chiamarla. L'atmosfera è quella tipica romagnola, un sacco di gente al bar (nonostante l'ora), le resdore che preparano i pacchi gara, consistenti in un bottiglione da 5 litri di Sangiovese ed una maglietta (era ridicolo vedere questa massa di runner con i mano i questi bottiglioni....vabbè l'utilizzo di integratori in gara, ma qui forse si esagera!), volontari dell'Avis che allestiscono i ristori di fine gara, ecc. Alle 7.45 comincio a prepararmi e Stefania, fedele sostenitrice di queste mie imprese, mi abbandona al mio destino (la rivedrò al traguardo dopo qualche ora). La tensione è alta, forse per la distanza, forse per il percorso collinare, cosa a me non abituale, ma cerco di caricarmi e alla fine il momento della partenza arriva. Siamo tutti assembrati sulla linea di partenza, lo speaker dice le solita parole di rito, che non ascolto, e alla fine lo sparo. Siamo partiti. La temperatura è buona, nè troppo caldo, nè troppo freddo, ho comunque optato per un abbigliamento leggero, con canotta e maglia (classica formula a cipolla, che si rivelerà utile più avanti). Nella borraccetta che mi porto in vita ho messo l'Accelerade, integratore acquistato negli USA e che ho deciso di sperimentare direttamente in gara (non riesco a sopportare i gel!). I primi 10km chilometri scorrono via bene, mi scaldo, i dolori al ginocchio spariscono, ritrovo un po' di fiducia, il ritmo è un po' più alto del previsto, oscillo tra 5'/km e 5'20"/km, ma va bene, reggo bene anche le salite fino a Casola Valsenio (ovviamente rallentando un po' sulle pendenze più ripide), al km 25. Da qui inizia il punto critico, la salita verso Montalbano. Ero preparato spiritualmente e sapevo che in alcuni tratti avrei dovuto camminare, e così è stato. 5km per coprire un dislivello di circa 300 mt. e poi tutta discesa (almeno così pensavo !). Raggiungo la vetta con il cronometro che segna 3h02m, mi rifocillo con tè, una fetta di arancia ed una fetta biscottata col miele e poi via in discesa. Mi ritrovo al km 35 dopo circa mezz'ora e qui iniziano i dolori alla zona lombare, ma - pensavo - ormai è tutta pianura. Sbagliato ! C'erano ancora un paio, se pur brevi, di salite - e di conseguenza discese - impegnative, che mi costringono a camminare per dicersi tratti, fino ad arrivare al km 43 con un tempo di 4h24m circa. Da qui, in compagnia di un romagnolo "che ci ha mollato il motore" (come ammesso da lui stesso), ho camminato a passo spedito (8'30"/km) per circa 6 km. Gli ultimi 2 km abbiamo deciso di farli correndo, in modo da arrivare gloriosamente al traguardo (vedi foto), con il tempo di 5h36m30". Sono pienamente soddisfatto! Certo, si poteva fare di meglio, ma cosa sarebbe cambiato? Alla fine mi sono goduto il viaggio, la camminata degli ultimi km è stata piacevole, ho capito che se voglio partecipare al Passatore (...il prossimo anno...) devo allenarmi anche in salita, ho ammirato (ed anche invidiato) la grinta di alcuni runner non più giovanissimi che mi hanno superato negli ultimi chilometri, mi sono messo alla prova ed ho superato un altro limite.
by Max (del 15/06/2008 @ 17:31:01 in Running, linkato 1418 volte)
...direi che la 50 km lungo l'Adda, anche se in reltà erano poi i chilometri effettivi erano 48, è andata mooolto bene. 4h38m06s il tempo di percorrenza (60° classificato su 67...guardando il bicchiere mezzo pieno potrei dire che sono arrivato 8° contando dall'ultima posizione ), ed ho anche migliorato il mio PB sulla maratona, portandolo a 4h01m (quindi qualche speranza di portare il tempo sotto le 4 ore alla maratona di Carpi dovrei averla). Il percorso è davvero molto suggestivo, si parte dal porticciolo di Lecco per poi scendere lungo la riva destra dell'Adda dopo aver costeggiato il lago di Garlate. Fantastico il silenzio che si può assaporare in alcuni tratti, grazie anche al fatto che mi sono ritrovato a correre in solitaria per la maggior parte del percorso. Un silenzio rotto solo dallo starnazzare delle anatre, delle gallinelle d'acqua e dal fragore delle cascate artificiali che si incontrano fiancheggiando il sistema di dighe e conche realizzato da Leonardo da Vinci. Anche se il cielo era plumbeo i colori e le nubi che si riflettevano sullo specchio d'acqua creavano immagini suggestive ed è stato un peccato non avere una macchina fotografica, anche se forse quella serie di immagini è più giusto che rimangano nella memoria, assieme alle sensazioni di quegli attimi ed al sapore della fatica. Il ginocchio mi dava parecchio fastidio all'inizio, poi, al 5° km ci siamo chiariti e. dopo aver stabilito che era un problema suo, ho aumentato l'andatura cercando di mantenere il ritmo abbastanza costante (ho mollato un po' dopo aver superato il 42*....mi potevo già ritenere soddisfatto e comunque sapevo che avrei finito entro il tempo limite di 5 ore). In generale è stata un'esperienza positiva. A parte il risultato cronometrico, ho retto bene anche lo stress della pioggerellina (iniziata al km 29) che si è trasformata in un vero e proprio diluvio tra il km 35 ed il km 42. ...ed anche la seconda ultra è andata....adesso tocca al Ventasso !
Vista la mia passione per l'Australia riporto questa impressionante notizia segnalatami da SkyOne.
Leggere prima di guardare la foto !!! Un branco di cani all'attacco di un coccodrillo vicino a Cairns in Australia ! Alcune volte la natura può essere crudele, ma c'è anche una bellezza selvaggia e persino una certa giustizia manifesta all'interno di questa crudeltà. Il coccodrillo, uno dei più antichi e feroci predatori, normalmente considerato inattaccabile, può cadere vittima di una strategia di gruppo resa possibile dalla struttura del branco e dall'istinto di sopravvivenza insiti nei cani. Guardate la foto allegata e notate come uno dei cani abbia bloccato il coccodrillo alla gola per impedirgli di respirare, mentre un altro gli impedisce di colpire con la coda. Il terzo cane a questo punto può attaccare la parte vulnerabile del ventre.
Se siete sensibili evitate di guardare la foto !!!
by Max (del 13/06/2007 @ 15:55:17 in Pensieri, linkato 843 volte)
Sono una persona con molti interessi, mi piace leggere, ascoltare musica, scrivere ma soprattutto mi piace fotografare, fare sperimentazione. Come tutti gli "artisti" mi piace vedere apprezzato il mio lavoro, soprattutto quando mi si offre l'opportunità di partecipare a mostre, sia collettive che personali. La cosa che più mi fa incazzare è il constatare sempre più spesso che l'età è vincolante per quanto riguarda l'organizzazione di mostre personali. Perchè? Qualcuno sa forse darmi una spiegazione valida? Perchè certi spazi espositivi non prendono nemmeno in considerazione il tuo lavoro se hai un'età maggiore o uguale a 35 anni? Forse i "giovani" sono più bravi? Potrebbe anche essere ma non è anche possibile che una persona abbia trovato tardi un mezzo espressivo a lui congeniale?
Non mi sembra che all'estero le cose funzionino in questo modo, mi sembra che ci siano molte più opportunità, ma qui nasce il problema della distanza e, senza essere sul posto è difficile gestire relazioni con gallerie o spazi espositivi.
Qui in Italia sono tutti pronti a valorizzarti, a farti complimenti, ma quando si tratta di darti un'opportunità (gratuitamente) o falsifichi i tuoi dati anagrafici, oppure paghi fior di euro per poter esporre.
Come diceva quel tizio: "Son tutti finocchi col culo degli altri." (senza offesa per nessuno)
by Max (del 11/03/2009 @ 15:06:48 in Poesie, linkato 157 volte)
Il camionista accende la radio e cala la notte, le luci sulla strada sono come i sogni, si avvicinano adagio e quando arrivano tornano ad andarsene.
Nella cabina c’è il poster della ragazza di Playboy, lei lo guarda fisso, non lo lascia dormire, lui sa che queste non sono grandi cose, ma sono i suoi sogni, quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.
Lei ha appeso una foto mia sopra il letto, io so che a suo padre non piace, ma resto lì, crocifisso sulla parete senza poter far nulla, mi limito a guardarla fisso quando va a dormire. Lei sa molto bene che queste non sono le grandi cose, ma sono i suoi sogni, quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.
Mia madre metteva fiori alla foto di papà e lo guardava fissamente prima di dormire, lei sapeva che quelle non erano grandi cose, ma era il suo sogno, quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.
Ho un cappello, una paio di stivali, il mio amore e la mia chitarra, lei mi guarda fisso e non voglio dormire, so che non sono grandi cose, ma sono i miei sogni, quei piccoli sogni che mi aiutano anche loro a vivere.
E così mi perdo camminando quando cala la notte, le luci della strada sono come i sogni, si avvicinano lentamente e quando arrivano ritornano via sono i piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere, aiutano a vivere.
Spiaggia libera di VALVERDE di CESENATICO di fronte all'Hotel ARISTON - Viale Carducci, 312
Sulla spiaggia libera tracceremo cerchi equidistanti, al centro di ogni cerchio vi saranno una o più persone con in mano uno o più palloncini colorati; ad ogni palloncino vi sarà attaccato un involucro sigillato di plastica con all'interno una foto "Polaroid Image" firmata e numerata di ogni socio Polaser partecipante, nonché le informazioni sulla performance per chi ritrova la foto. Al sorgere del sole i palloncini saranno liberati nell'aria, trasportati dal vento, fino ad incontrare casualmente un destinatario ignoto ...la polaroid manipolata, dove spesso la fantasia si coniuga con la casualità ...e sarà proprio il caso a scegliere il destinatario di quell'opera. Successivamente con le foto degli involucri e della performance allestiremo una mostra con tutte le foto delle opere collegate al luogo del ritrovamento ed ai nuovi proprietari.
by Max (del 21/06/2010 @ 14:46:53 in Fotografia, linkato 101 volte)
Il prossimo sabato, 26 giugno, verrà inaugurata, presso il ne Cafè & Art di Carpi (MO), la mia mostra Concepts, inaugurazione alle ore 18.
Qui sotto una breve recensione della mostra presentata per la prima volta a Milano nel 2007:
Non lasciamoci dirigere, coinvolgere in una sola lettura su ciò che quotidianamente vediamo intorno a noi, da ciò che vive intorno a noi: scritte, immagini, slogans,i prodotti, che ci accompagnano dal risveglio fino a quando le palpebre si lasciano cadere dolcemente. Sarebbe davvero limitante, noioso e soprattutto non reale, in quanto tutti noi se ci spostiamo lateralmente, anche di un solo passo e modifichiamo l’angolo di prospettiva avremo la splendida sorpresa di vedere immagini insolitamente nuove non appartenenti al solito reale. Questi sono i concetti che Massimo Vaccaro vuole proporre e che ci invita a ricercare nel circostante; egli munito di macchina fotografica polaroid, viaggia attraverso la “città profonda” e ai più invisibile, per riportare alla luce segni e figure del quotidiano. Vaccaro reinterpreta i “messaggi”, le indicazioni che ci vengono fornite per procedere “nel modo corretto e civile” le fasi della giornata – i segnali stradali, le frecce direzionali, i divieti d’accesso, i numeri civici, le nostre “amate” linee blu, bianche e gialle per il parcheggio – riuscendo con un mosaico di tessere fotografiche a capovolgere le asettiche e monotone immagini in forme comunicative. L’analisi poi procede, si addentra all’uomo contemporaneo, che pare immerso in una perenne ricerca della propria direzione, di un percorso prestabilito o da seguire o da stravolgere cambiando totalmente rotta. L’uomo alienato, o comunque perso all’interno del disegno metropolitano, si sente a disagio, intrappolato nel labirinto che costringe le membra e stringe la mente nella morsa dei pensieri. Allora viviamo nel lento vagare alla ricerca del nulla o di noi stessi, dentro il flusso della vita, sperando prima o poi di incontrarla. Stadi organici ormai trasformatisi in territori dell’inorganico, del cemento, interrotto solo da qualche segno stilizzato colorato. Allora uniamo e cerchiamo di riordinare le varie tessere e proviamo ad annullare il passato e il futuro e introdurci nel presente, cercando di cogliere dal quotidiano l’energia apparentemente persa di individuo creativo e spirituale. Alberto Mattia Martini
Non sono solito commentare su questo blog notizie che possono avere un risvolto politico e, in questo periodo, qualsiasi fesseria diventa motivo di dibattito e di lotta fra i vari schieramenti, ma la notizia che ho sentito ieri riguardo le magliette che vanno a ruba presso i militari americani di Aversa mi ha fatto veramente riflettere. Noi italiani siamo veramente bravi a farci a prendere in giro ed a fare la figura dei buffoni con il mondo e non è difficile capirne il perchè. Per troppo tempo abbiamo vissuto di rendita con il Made in Italy, le bellezze architettoniche, la nostra cultura, ecc., ma ora? Siamo riusciti a demolire la nostra immagine e la foto qui a lato ne è la dimostrazione. Basta girare un po' all'estero per rendersi conto che gli altri paesi hanno molto meno di noi ma sono in grado di valorizzare quel poco a tal punto da farlo sembrare una meraviglia, per non parlare dell'ordine che c'è nelle città straniere, nell'organizzazione dei servizi, ecc. Chiaro, non sarà tutto oro quello che luccica, ogni realtà ha i suoi pro ed i suoi contro, ma negli ultimi anni l'Italia (indipendentemente dai governi di destra, sinistra, di sopra e di sotto) ha cominciato ad inabissarsi lentamente. La classe politica e le amministrazioni dove sono? Forse pensano un po' troppo a mettere le mani sulle proprie chiappe ed a riempire i propri portafogli, tanto alla fine i problemi saranno di quelli che verranno dopo, qualcuno (forse) ci penserà. Sono tanto bravi a parlare i nostri politici, sempre ad incolparsi a vicenda senza cercare di trovare una soluzione ai problemi lavorando insieme. Con che coraggio parliamo ancora di EMERGENZA RIFIUTI in Campania, di EMERGENZA ALITALIA,ecc.ecc.ecc.? Ma quanti anni sono che ci trasciniamo gli stessi problemi? Quanta gente ha speculato su questa cose? Come ha detto una volta Luciana Littizetto, emergenza è quando ad una persona scappa un peto in pubblico e non sa come mascherarne l'odore, ma quando qualcuno se la fa addosso e se ne va tranquillamente in giro, allora non si può parlare di emergenza. Scusate lo sfogo ma mi viene proprio da dire che siamo un popolo di fessi !
by Max (del 31/10/2008 @ 14:17:25 in Fotografia, linkato 319 volte)
Oggi ho ricevuto la prima copia del mio libro Il frastuono del silenzio. Trattasi di un lavoro di circa 2 anni fa, una raccolta di fotografie (Polaroid) scattate lungo la riviera adriatica (in particolare nel tratto tra Senigallia e Falconara) in inverno. Ad ogni foto è abbinata una breve poesia, una sorta di raccolta di appunti visivi e non. A chi potesse interessare è in vendita qui.
PS: ...ogni forma di pubblicità è ben gradita...
PPS: ...ai primi 10 acquirenti (forse il massimo target di vendita cui posso aspirare ) in omaggio un duplicato Polaroid di una delle foto incluse nel libro (per questo contattatemi via mail o blog...)
by Max (del 27/05/2008 @ 13:55:16 in Pensieri, linkato 199 volte)
E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose. Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi... La felicità non e' quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente... non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari..., La felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova. Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose...
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto del tuo cane o del tuo cavallo per sentire una felicità lieve. E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri. E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami. E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici. E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità. E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami... E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia. E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità...
by Max (del 07/01/2008 @ 13:36:50 in Fotografia, linkato 302 volte)
Se qualcuno si trova in zona Marmirolo (MN) la prossima domenica, potrà approfittarne per visitare la mostra fotografica del Gruppo Polaser (...di cui faccio parte...) dedicata alle 7 Sorelle di Romagna.
Un grazie Circolo fotografico La Ghiacciaia che ospita la nostra mostra.
I migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo !!!
P.S.: Quest'anno ho realizzato un calendario (...è fatto con foto scattate da me...) ed è in vendita su www.lulu.com, il costo è di 16,21€. (Voglio specificare che ho messo un ricarico di 2.00€ ed il ricavato lo devolverò in beneficenza).
by Max (del 26/02/2008 @ 11:47:52 in Cinema, linkato 267 volte)
Ovvero, La terra dell'abbondanza, è questo il titolo dell'ultimo film di Wim Wenders che ho avuto modo di guardare qualche giorno fa. Come tutti gli altri suoi film mi ha colpito per la semplicità e per la fotografia. Due perosonaggi, Paul e Lana - zio e nipote - si ritrovano dopo 20 anni (alcuni critici identificano lo zio con il Presidente Bush, mentre Lana è quella parte di America che non ha, e che si ritrova ad essere vittima degli eventi). Il primo, un ex veterano diventato paranoico dopo gli avvenimenti dell'11 settembre, che vaga per Los Angeles a bordo di un furgone attrezzato per sorvegliare i personaggi sospetti. La seconda che rientra negli USA dopo aver trascorso la maggior parte della sua vita in Africa assieme ai genitori missionari.
Entrambi si troveranno coinvolti ad indagare su uno strano omicidio che avviene di fronte ad un ricovero per senzatetto e viaggeranno insieme, inseguendo una serie di indizi e scoprendo che l'America di oggi è avvolta da paranoia e paura e che, molto spesso, niente è ciò che sembra.
Sala Agostiniana in S. Maria del Popolo – Piazza del Popolo – Roma
dal 23 al 30 ottobre 2007
Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea
Pittura, scultura, fotografia, arte digitale.
a cura di: Francesco Giulio Farachi - Gallia Kroumova Trulli
presentazione di: Francesco Giulio Farachi – critico d’arte
L’Arte contemporanea, specie nell’ambito figurativo e visivo, ha tutto sommato pochi spazi ed occasioni per il libero ed autonomo confronto fra generi, tecniche, esperimenti. Il gran numero di eventi, che pure vengono costantemente promossi, può portare ad una frammentazione di visuali e di visioni, che spesso disorienta tutte le componenti nel sistema dell’Arte, artisti, pubblico, operatori tecnici e culturali. La Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea che si aprirà martedì 23 ottobre presso la Sala Agostiniana nella Basilica di S. Maria del Popolo a Roma, nasce con l’intento esplicito di condensare in un unico luogo e momento i vari fermenti che caratterizzano la produzione artistica contemporanea. Voluta ed organizzata da Gallia Kroumova Trulli, direttrice della Galleria Crispi, che con questa rassegna manifesta il ruolo attivo delle Gallerie d’Arte nella promozione e diffusione culturale, l’esposizione è stata curata dal critico Francesco Giulio Farachi. Fra i più di 70 artisti, italiani ed internazionali, selezionati per esporre nei prestigiosi spazi dell’Agostiniana, figurano nomi affermati e già storicizzati, insieme alle nuove promettenti leve, in un fruttuoso accostamento e raffronto di idealità e codici espressivi. Lo scopo della mostra è infatti non solo di offrire agli artisti una occasione di ampia visibilità, al pubblico un evento in cui conoscere ed identificare i percorsi creativi, ma soprattutto di costituire una sorta di laboratorio delle relazioni – fra opere, artisti, spettatori – che sperimenta e costruisce da sé le sue formule ed i suoi esiti. Come scrive il curatore: “Una rassegna così intesa trova dunque una sua necessità di essere e proporsi, proprio perché si lega nella sua stessa concezione alla realtà dell’Arte contemporanea. Che è una realtà dinamica, in continua e fervente evoluzione ... Allora, il compito di rappresentarla non può essere disgiunto dalla volontà fattuale di seguirne andamenti ed orientamenti, di adeguare anche i criteri conoscitivi e speculativi ad una agilità di instabili riferimenti e di elastici schemi.” Questa impostazione dà ragione della scelta di sviluppare una rassegna, e non una mostra a tema, di affiancare le varie forme di produzione, dalle tradizionali a quelle sperimentali e tecnologiche, in un continuum logico e spaziale che aiuti a delineare i caratteri del panorama artistico, senza frapporre barriere, senza imporre predeterminazioni.
Roberta Sole
Info mostra
Sala Agostiniana ~ Basilica di S. Maria del Popolo ~ Piazza del Popolo ~ Roma Dal 23 al 30 ottobre 2007 Inaugurazione / presentazione con cocktail martedì 23 ottobre 2007 – ore 18,30 Ingresso gratuito
by Max (del 09/06/2007 @ 10:26:24 in Fotografia, linkato 346 volte)
...anche con gli scarti si può realizzare qualcosa. Ecco cosa la mia mente (malata) ha prodotto (si tratta di un mosaico fatto con tessere Polaroid Image e l'ho intitolato Undone ed al momento è l'unica presente nella galleria Works 2007.
Ringrazio nuovamente Claudio per le foto che ha scattato durante la corsa attraverso Cesenatico di domenica scorsa e che riposrto qui sotto. Grazie soprattutto per la copertina di Runner's World.......
Qui sotto invece la foto della mascotte dell'hotel....
e, per par condicio, la nostra bestia di casa....Attila
by Max (del 20/03/2007 @ 09:31:59 in Cinema, linkato 509 volte)
Ieri sera ho visto Stalker, un film russo del 1979 di A. Tarkovskij. Sembra un film di fantascienza, in realtà è una metafora sulla vita. Non avevo mai visto film russi (ad eccezione dello spezzone della "Corazzata Potemkin" in Fantozzi), ma mi ha particolarmente colpito per la profondità di alcuni monologhi (come quello che riporto, che riprende la filosofia orientale), per l'uso della fotografia (alternanza di bianco e nero e colore) e per la capacità di rendere forti delle immagini senza l'uso di effetti speciali tanto abusati al giorno d'oggi.
“Che si avverino i loro desideri e che diventino indifesi come bambini, perché la debolezza è potenza e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte è rigido. Così come l’albero: mentre cresce è tenero e flessibile, quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza. Ciò che si è irrigidito non vincerà.”
by Max (del 29/09/2008 @ 09:09:36 in Fotografia, linkato 252 volte)
Finalmente, dopo quasi un anno, sono riuscito a rinnovare il mio sito di fotografie www.105mm.it.
Il sito è ancora in lavorazione e le vecchie gallerie sono visibili tramite link al vecchio sito.
Impressioni e suggerimenti?
Buona visione!
by Max (del 30/01/2008 @ 08:00:05 in Running, linkato 288 volte)
Sono arrivato a Berlino lunedì 28 gennaio alle 17.00. La città si è presentata malinconica, sotto un cielo piovoso, come un fotogramma di Wim Wenders. Era l'immagine che avevo nella mia testa e, nonostante tutto, è una città che trasmette una certa energia, non sono in grado di spiegarlo a parole, è stata una mia impressione. Purtroppo, causa impegni di lavoro, non ho potuto visitare il centro ed il mio albergo si trovava in periferia. Che fare? le opzioni erano o attendere in albergo il mio collega, che sarebbe arrivato alle 19.00 circa, oppure sfidare la pioggia e correre per le strade di Spandau (il quartiere di Berlino dove si trovava il mio albergo). La scelta è ricaduta sulla seconda opzione, decidendo di dedicarmi ad un fartlek di 45 minuti circa, tenendo un ritmo intorno ai 5'/km, con variazioni più sostenute intorno ai 4'/km ogni 2-3'. Sono uscito sotto lo sguardo attonito del receptionist ed ho cominciato a vagare per quelle strade, dapprima in una zona residenziale per poi avvicinarmi verso una zona più centrale. La pioggia non mi dava fastidio, ciò significa che sono proprio malato. Per strada c'era poca gente, visto il maltempo e vista l'ora (già, perchè in Germania verso le 18.00 tutto chiude), solo il rumore delle auto e della pioggia che scrosciava al suolo. Ho corso per un po' rasente ai palazzi, poi, quando l'intesità della pioggia è diminuita, mi sono addentrato per le strade secondarie ed ho raggiunto un percorso che costeggia un fiume (deve essere un posto carino dove poter correre, peccato per la pioggia e per il buio). Mi piace correre lungo i corsi d'acqua, mi rilassano e mi piace osservare i giochi di luce sulla loro superficie, inoltre il silenzio che c'era in quel momento, rotto solo dal ticchettio delle gocce di pioggia rendeva l'atmosfera particolarmente poetica. Follia? Forse, ma quando sono tornato in albergo, oltre ad essere bagnato fradicio, ero felice.
P.S.: Strano scrivere un post su Berlino dalla Francia...ma arriverà domani sera !
by Max (del 25/02/2008 @ 07:50:23 in Running, linkato 337 volte)
Un'altra maratona portata a termine, anche se con molta fatica. In ogni caso, non voglio commentare la performance atletica, obiettivamente pietosa, ma l'evento in sè. Devo dire che la corsa è stata bella, sia dal punto di vista del percorso, sia del pubblico. La gara parte da Salsomaggiore per poi snodarsi nella campagna parmense fino a Busseto, paese natale di Giuseppe Verdi (e sede dell'"Antica Salsamenteria", un'osteria che vi consiglio di provare per la qualità dei suoi salumi...), passando per Fidenza, Fontanellato e Soragna, traguardi delle tappe intermendie rispettivamente di 10km, 14 miglia e 31 km. Ho avuto modo di riflettere sulla bellezza della maratona, o delle corse di lunga distanza in genere, in effetti come in tutti i viaggi, il bello non è la meta finale ma quello che sta nel mezzo, per i luoghi che si vedono, per la gente che si incontra, per le esperienze che si possono scambiare durante la corsa. E ieri è stato così, ho avuto modo di godermi la campagna nei dintorni di Parma (dove ho vissuto diversi anni), ho potuto vedere Fontanellato, Soragna e Busseto da una prospettiva diversa, correndo per le loro strade, ho incontrato degli ottimi compagni di viaggio, a partire dal pacer delle 4h fino a quella persona che, vedendomi in difficoltà al 35° (i miei crampi intestinali sono cominciati dopo Soragna, al 32°, e dopo sono andati peggiorando fino al 39°), mi ha fatto forza per continuare, "Vai piano che ci arrivi in fondo, ormai è fatta". E così è stato, 4h13m11s, sconvolto ma felice...così sconvolto che mi sono scordato di restituire il chip...
PS: Un grazie alla fida mogliettina che mi ha raccolto all'arrivo.
PS: Grazie a Podisti.Net per la foto (io sono quello con il pettorale 63)
by Max (del 30/05/2007 @ 07:35:30 in Pensieri, linkato 991 volte)
Causa maltempo ieri sera non sono riuscito a sfogare la mia Sindrome di Forrest Gump di cui ho parlato nel mio precedente post, di conseguenza mi sono messo d'impegno e questa mattina ho puntato la sveglia alle 5.30. Con grande fatica ho aperto gli occhi, ho atteso che la sveglia suonasse una seconda volta, poi mi sono alzato a guardare il tempo. La luce del sole faceva capolino dietro le nuvole, l'aria era fresca ma mi sono detto "Si può fare". Accendo il Forerunner 305 e lo posiziono sul balcone attendendo l'allineamento del GPS, nel frattempo mi vesto (l'operazione di allineamento dura un po', è un piccolo difetto dello strumento...ma, d'altra parte, è mattina presto anche per lui). Preparo l'iPod - questa mattina la colonna sonora è dei Green Day - recupero il Forerunner, esco di casa, un respiro e parto. Il primo brano è Wake Me Up When September Ends, la città è silenziosa, si potrebbe quasi correre in mezzo alla strada, non si vede un'auto. Le prime persone che incontro sono degli anziani che non fanno caso alla mia presenza, intenti nelle loro faccende (d'altra parte i folli che si alzano a quest'ora del mattino per puro piacere non sono molti, e forse esiste una sorta di silenziosa solidarietà). Esco dalla città e mi inoltro nel solito percorso di campagna, l'aria è fresca per via dei temporali di questi ultimi giorni, si sta bene, il cielo è rosso a est, con la luce del sole che si diffonde nelle nuvole, procedo ad un buon passo (4'30"-5'00" a km) considerata la mia stazza ed il mio livello di allenamento. Riprendo la via della città, che ormai si sta svegliando, il rumore delle auto ha invaso le strade, la gente comincia a recarsi al lavoro. Passo vicino a persone che attendono l'autobus, respirando l'odiato fumo delle loro sigarette mattutine mentre mi guardano straniti (mai ai visto uno che corre la mattina ?). Arrivo a casa dopo 14km percorsi in 1h12', sono soddisfatto tanto che trovo l'ispirazione per scattare qualche foto per il libro del Polaser (devo presentare 30 foto per la fine di giugno). Tutto sommato non mi posso lamentare, oggi mi sento davvero bene, in più questa sera vado a Parma dalla mia dolce metà...peccato solo che in mezzo ci sia l'ufficio.
by Max (del 12/03/2008 @ 07:16:20 in Running, linkato 262 volte)
Capita di uscire dal lavoro un po' scoglionati, ti metti a correre senza una meta o un obbiettivo preciso, prendi la direzione della campagna, ma un giro diverso dal solito. Il cielo è terso dopo quasi 10 giorni di pioggia, l'aria frizzante. Si vede una porzione di luna che si alza in cielo mentre il sole tramonta e sfumature arancioni riempiono l'orizzonte. La tua strada è deserta, una canzone ti trova proprio mentre sei assorto ad osservare questa fotografia, allarghi le braccia come se volessi librarti in questo cielo che appare così puro, come lo è il tuo spirito ora, dopo aver gettato alle spalle il manto cupo della giornata ed è in questa atmosfera che, senza accorgertene, passano sotto i piedi 25km (2h10'45" il tempo di percorrenza).
P.S.: per i prossimi 9 giorni non potrò godere di questi panorami, devo recarmi negli USA per lavoro, speriamo che il tempo sia mite per potermi permettere di correre anche là (sicuramente un giretto intorno al reservoir di Central Park ci vuole...l'incognita rimane Chicago...)
by Max (del 25/02/2010 @ 03:32:45 in Poesie, linkato 263 volte)
Ricordo ancora i profumi
della tua casa rimasta uguale
negli anni, dove ancora risuona
l'eco di quelle storie di mare
che catturavano le mie fantasie di bambino.
Ricordo le lunghe passeggiate
in una campagna ormai scomparsa
e i viaggi in treno e le gite d'estate.
Ricordo le foto in bianco e nero,
il vecchio divano e quel mio pessimo disegno
ancora appeso sopra il televisore.
Guardo questa scia di ricordi
lasciata da una nave appena partita
e da riva saluto il tuo ultimo viaggio
e mentre lo sguardo si perde all'orizzonte
in una lacrima sorrido al pensiero
che in quel porto lontano
ci sarà qualcuno ad accoglierti.
Portale i miei saluti.
Buon viaggio nonno.