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08/09/2010 @ 15.21.23
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Ci sono 6 persone collegate
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

by Max (del 26/02/2008 @ 11:47:52, in Cinema, linkato 267 volte)
Ovvero, La terra dell'abbondanza, è questo il titolo dell'ultimo film di Wim Wenders che ho avuto modo di guardare qualche giorno fa.
Come tutti gli altri suoi film mi ha colpito per la semplicità e per la fotografia.
Due perosonaggi, Paul e Lana - zio e nipote - si ritrovano dopo 20 anni (alcuni critici identificano lo zio con il Presidente Bush, mentre Lana è quella parte di America che non ha, e che si ritrova ad essere vittima degli eventi). Il primo, un ex veterano diventato paranoico dopo gli avvenimenti dell'11 settembre, che vaga per Los Angeles a bordo di un furgone attrezzato per sorvegliare i personaggi sospetti. La seconda che rientra negli USA dopo aver trascorso la maggior parte della sua vita in Africa assieme ai genitori missionari.
Entrambi si troveranno coinvolti ad indagare su uno strano omicidio che avviene di fronte ad un ricovero per senzatetto e viaggeranno insieme, inseguendo una serie di indizi e scoprendo che l'America di oggi è avvolta da paranoia e paura e che, molto spesso, niente è ciò che sembra.
 
by Max (del 19/12/2007 @ 22:50:23, in Cinema, linkato 265 volte)
Approfittando dell'edizione economica che esce in edicola il sabato mi sono appassionato ai film di questo mitico personaggio.
Guardandoli con attenzione si ritrovano moltissime scene dei film comici più moderni, la mimica stessa è stata ripresa da numerosi attori, insomma, Chaplin ha fatto scuola.
Quello che mi ha colpito, a parte la semplicità e la profondità di alcuni temi affrontati nei film (Tempi moderni e Il Grande Dittatore, tanto per citarne 2 a caso), è il fatto che, oltre ad essere attore, regista e produttore, è stato anche compositore delle colonne sonore, per non parlare delle abilità atletiche dimostrate in alcune scene (non credo andassero di moda gli stuntman negli anni '20...).
Vi rimando alla pagina di Wikipedia per le informazioni biografiche e di seguito riporto alcuni suoi aforismi che mi hanno particolarmente colpito.

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.

La vita è meravigliosa, se non se ne ha paura.
 
by Max (del 23/10/2007 @ 23:03:32, in Cinema, linkato 363 volte)
Ho appena terminato di vedere Lisbon Story di Wim Wenders, un film che mi ha colpito per la sua semplicità, per il modo con cui il regista è riuscito a far sentire la città. E' un viaggio-non-viaggio per le sue strade, i suoi vicoli, i suoi rumori, le parole di Pessoa e le musiche dei Madredeus.
E' un film di una semplicità incredibile, e forse è proprio per questo che stupisce.


Io ascolto senza guardare e così vedo.

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

Fernando Pessoa
 
by Max (del 21/06/2007 @ 10:13:18, in Cinema, linkato 319 volte)
Ieri sera ho deciso di rivederlo in lingua originale, tanto per fare un po' di pratica con l'inglese. E' stata veramente dura, soprattutto quando il sergente si mette ad urlare, ma rimane sempre un gran film.

 
by Max (del 29/05/2007 @ 22:07:22, in Cinema, linkato 403 volte)
Riporto un paio di citazioni, rispettivamente introduzione e finale, da questo film di Wim Wenders che ho appena finito di vedere e che consiglio.

"La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!"

”Voi che noi amiamo, voi non ci sentite, ci credete così lontani... eppure siamo così vicini. Noi siamo i messaggeri, non il messaggio. Il messaggio è l’amore. Noi non siamo niente, voi siete il nostro tutto. Lasciateci vivere nei vostri occhi, guardate il vostro mondo attraverso noi, riconquistatelo attraverso noi, allora saremo vicini a voi e voi a Lui!”

Spesso ci sono frasi che fanno riflettere o quantomeno offrono spunti di riflessione e ispirazione.
 
by Max (del 18/05/2007 @ 23:14:51, in Cinema, linkato 380 volte)
...Or: How I learned to stop worrying and love the bomb.
(Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba).

Non avevo ancora visto questo film di Stanley Kubrick, che reputo personalmente un genio, e devo dire che ancora una volta mi ha stupito.
Si tratta di una commedia "noir" che ha come tema centrale la Guerra Fredda, o meglio, è una profonda critica alla stupidità umana di quegli anni.
Riporto una recensione di Claudio Bacchi reperita in Internet:
"[...]In Stranamore Kubrick mette a fuoco il problema della "bomba", la bomba intesa come fine di mondo, nell’unico modo possibile adatto per l’intrattenimento: la leggerezza, il surreale, l’ironia, calcando la mano sulle sue nefaste conseguenze perfino esagerandole; che lo spettatore creda pure di essere di fronte ad uno spettacolo, di certo impossibile, quando invece lo spettacolo è soltanto una delle tante opzioni su cui quasi nessuno ha la possibilità di incidere. Quasi nessuno a parte i governanti, certo, gli occupanti della stanza dei bottoni occupati più a litigare tra loro o col nemico piuttosto che a difendere il pianeta. Ed è sulla caratterizzazione di questi personaggi, tra cui spiccano in maniera magistrale il solito Sellers nella parte del Presidente degli USA e l’ambasciatore russo, che Kubrick infierisce per mostrare in fondo quanto le nostre speranze di prudenza e capacità siano – proprio nei momenti più cruciali per l’umanità – riposte malamente. Questo da un punto di vista morale, mentre, da un punto di vista prettamente filmico, credo che il motore centrale della vicenda, sia per i tempi che per la grande versatilità e credibilità nell’interpretazione, sia il Colonnello Turgidson (George Scott), il falco del pentagono che è stato svegliato durante un appuntamento galante con segretaria e che, subito accorso nella sala ovale, da impareggiabile sfoggio di tecnica militare e strategia fantapolitica – anche se poi, anni addietro, si scoprì che lo stesso Kissinger nei suoi rapporti discuteva amabilmente di milioni di morti come fossero stati zanzare. La scena in cui Scott simula il volo del "caccia" americano mentre sgancia bombe atomiche sul nemico è una delle più riuscite ed esilaranti di tutto il film, interrotto bruscamente dal Presidente che lo rimbrotta con: "Basta così Colonnello, credo che quello che abbia detto sia più che sufficiente". Dalla recente scomparsa di Kubrick in poi osannare i suoi lungometraggi sembra divenuto essere uno sport internazionale, e forse lo è; credo tuttavia che di fronte a siffatti affreschi poco ci sia da aggiungere se non godersi la visione come di fronte a un Tiziano o a un Raffaello. Non è un film sulla guerra, è un film pacifista, sicuramente, ma di più sullo studio dell’idiozia umana nei confronti dei grandi temi dell'esistenza."

 
by Max (del 20/03/2007 @ 09:31:59, in Cinema, linkato 509 volte)
Ieri sera ho visto Stalker, un film russo del 1979 di A. Tarkovskij. Sembra un film di fantascienza, in realtà è una metafora sulla vita. Non avevo mai visto film russi (ad eccezione dello spezzone della "Corazzata Potemkin" in Fantozzi), ma mi ha particolarmente colpito per la profondità di alcuni monologhi (come quello che riporto, che riprende la filosofia orientale), per l'uso della fotografia (alternanza di bianco e nero e colore) e per la capacità di rendere forti delle immagini senza l'uso di effetti speciali tanto abusati al giorno d'oggi.

“Che si avverino i loro desideri e che diventino indifesi come bambini, perché la debolezza è potenza e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte è rigido. Così come l’albero: mentre cresce è tenero e flessibile, quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza. Ciò che si è irrigidito non vincerà.”
 
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