by Max (del 10/06/2010 @ 13:49:43, in Yoga, linkato 120 volte)
Lo scorso fine settimana ho partecipato al Roma Yoga Festival, tre giorni dedicati allo yoga nel parco Villa Doria Pamphili, con insegnanti di altissimo livello provenienti da tutto il mondo.
E' stata una grande esperienza, ho avuto modo di provare l'Ashtanga Yoga con Tina Pizzimanti, l'Anusara Yoga con Mark Holtzman e il Jivamukti Yoga con Stewart Glichrist.
Quest'ultima è stata l'esperienza più intensa in termini di energia. Due ore di sequenza no stop dove hai modo di confrontarti con te stesso, di ascoltarti, di capire i tuoi limiti e cercare di andare oltre. Praticando yoga si impara a respirare, si genera energia dentro e fuori di sè, non si tratta della mera esecuzione delle varie posizioni (asana), lo scopo non è apparire belli con una perfetta esecuzione, lo scopo è sentire la posizione, sentire il proprio corpo che si plasma e si trasforma in quella posizione raggiungendo uno stato di benessere fisico ed interiore. Ed è quando ti senti un tutt'uno con il tuo respiro che raggiungi quello stato di pace sentendoti in armonia con tutto. Come recita un aforisma sufi:
Sii presente a ogni respiro. Non fare che la tua attenzione vaghi
per la durata di un solo respiro. Ricordati di te stesso sempre e in
ogni situazione.
by Max (del 02/02/2010 @ 14:54:26, in Yoga, linkato 596 volte)
Da circa un anno a questa parte ho cominciato a praticare yoga. Forse per curiosità inizialmente, fatto sta che questa pratica mi ha appassionato molto tanto da arrivare a praticarla per 6-7 ore a settimana.
Benefici? Un'infinità! Il fisico risponde meglio ed anche la mente e, oltre a questo, mi ha aiutato a migliorare notevolmente il mio stile di corsa. Non solo muscoli e tendini sono più flessibili grazie ai vari esercizi di allungamento, stiramento, ecc., ma il miglioramento avviene anche a livello della postura e dell'equilibrio. Sembrerà assurdo ma si acquisisce una maggiore consapevolezza nell'appoggio del piede a terra, si riesce a "sentire" l'appoggio del piede, la reazione del ginocchio, della schiena. La consapevolezza del movimento inoltre permette alla mente di immergersi ancora di più nella corsa, in quella sensazione di libertà e di evasione che questa attività è in grado di donare a chi la pratica (e forse, in questo senso, anche correre è una forma di yoga....). Follia? No, realtà. Vi invito a provare, nel frattempo vi suggerisco la lettura di questo articolo.
by Max (del 25/06/2009 @ 21:36:43, in Yoga, linkato 139 volte)
Bakasana... Cerco l'equilibrio sulle mani, dentro me stesso, respiro lento. Chaturanga... Espiro e volo estendendo il mio corpo, mi appoggio leggero. Urdhva... Chiudo gli occhi ed inspiro, sento l'aria che scorre. Adho Mukha... Mi rilasso e riprendo il controllo, pronto a ripartire... Questa non è la cronaca di un viaggio in una meta esotica, in un luogo lontano dai mille colori, questo è il semplice racconto di due giorni trascorsi in compagnia di alcuni amici con la passione per lo yoga. Mi sono avvicinato a questa disciplina da pochi mesi, forse per gioco, forse inizialmente con altre finalità, ma ho poi scoperto come sia possibile viaggiare dentro me stesso riponendo l'attenzione sul respiro, sul battito del cuore. Concentrandomi, asana dopo asana, sento scorrere dentro di me un'energia potentissima, la fatica si fa sentire ma poi scompare e i minuti passano leggeri conducendomi alla completa armonia con il Tutto. Ora sono acqua, e vorrei travolgere il mondo con l'energia di un fiume in piena, ora sono una montagna, forte e irremovibile, ora sono come l'aria, leggero e vitale, ora sono come il fuoco, ardente e rilassante. Sento il corpo che diventa più forte, più flessibile, riesco a sentire la voce del mio spirito e a vincere ogni tensione, tristezza o rancore, è come ascoltare armoniose note di un pianoforte che si inseguono sulle onde di una magica melodia. Questo è il mio yoga, questo è il risultato di due giorni trascorsi a Senigallia all'Hotel Finis Africae, questo è quello che è riuscita a insegnarmi Annalisa, la nostra insegnante, che con grande modestia e semplicità riesce ogni volta a trasmettere il vero significato di questa disciplina. Non una competizione ginnica basata sulla perfetta esecuzione delle asana, bensì un viaggio interiore, un viaggio alla scoperta di sè stessi, del proprio punto di equilibrio e della propria essenza.